Tre figure femminili cui sono intitolate le scuole dell’I.C. di Monghidoro (di Floriano Roncarati) (1)

Il ricordo degli alunni in occasione della ‘Giornata della donna 2005’

Nell’ambito(1) della Giornata della donna 2005 ebbe luogo presso il Palazzo municipale di Monghidoro l’incontro promosso dall’Istituto Comprensivo, con la partecipazione del Centro Italiano Femminile dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Amministrazione comunale e il Patrocinio della Provincia di Bologna, nel corso del quale gli alunni della Scuola primaria e della Scuola secondaria di primo grado con propri lavori ricordarono le tre figure femminili alle quali sono intitolati i plessi dell’I.C. di Monghidoro:

Scuola dell’infanzia ‘Augusta Mariani Ferretti’
Scuola elementare ‘Madre Orsola Mezzini’
Scuola media ‘Maria Carolina Dalle Donne’.

La manifestazione, presenziata da numerose autorità(2), fu densa di iniziative: intendiamo qui ricordare per tutte, perché restino a testimonianza e informazione, le biografie elaborate dagli alunni a conclusione di lavori di ricerca e approfondimento.

Augusta Mariani Ferretti
Augusta Mariani nasce in frazione di Ca’ del Costa nel 1866 e all’età di 18 anni sposa Tito Ferretti, benestante monghidorese, rimanendone poi vedova a soli 45 anni.
Casalinga di spiccata intelligenza, ben presto dimostra una straordinaria generosità verso la propria comunità; infatti nel 1915, come risulta da un documento proveniente dall’Archivio Storico del Comune di Monghidoro, faceva parte di un ‘Comitato di Beneficenza’ che  aveva lo scopo di allestire un asilo e una scuola per giovani donne. Inoltre, lasciò precise disposizioni agli eredi affinché venisse donato al Comune di Monghidoro il terreno sul quale oggi sorge l’intero complesso scolastico del capoluogo.
Essendo uno dei suoi figli medico, egli propose che in quell’area venisse costruito un edificio con funzioni di ospedale; le autorità comunali di allora, considerato che l’ospedale esisteva già a Loiano, optarono per la scuola elementare.
Durante il periodo della seconda guerra mondiale, distribuiva quintali di grano agli indigenti e aiutava chiunque a Lei si rivolgeva per risolvere particolari necessità; anche i soldati al fronte trovarono in Lei una ‘madrina’ sempre pronta ad aiutarli sia moralmente che materialmente. È deceduta nel 1948, all’età di 82 anni ancora nel pieno delle sue attività benefiche; riposa nel Camposanto di Monghidoro.
L’Amministrazione Comunale, nel 1996, ha ritenuto opportuno premiare questa autentica benefattrice locale che ha dimostrato tanto altruismo e tanta disponibilità concreta nei riguardi dei bambini e delle giovani, e dei problemi relativi alla loro educazione e istruzione, intitolandole la locale Scuola Materna.

Madre Orsola Mezzini

Madre Orsola Mezzini

Madre Orsola Mezzini

Orsola Mezzini nasce in frazione di Sumbilla nel 1853 da genitori di umile estrazione, il padre per mantenere la famiglia faceva il taglialegna e la madre per incrementare le magre entrate faceva la trecciaiola. Infatti, per sfuggire alla miseria, la famigliola si trasferisce ben presto a Bologna.
Nel 1874 il padre riesce a farla entrare nell’Opera Gualandi, occasione questa che farà immediatamente esplodere la sua naturale vocazione spirituale, tanto da scrivere al genitore di non voler più ritornare a casa.
Insieme a don Giuseppe e a don Cesare Gualandi fondò la Piccola Missione dei sordomuti, ancora oggi operante non solo in Italia ma anche in Brasile e nelle isole Filippine, e della quale fu Madre Superiora fino al 1919, anno in cui si spense a Bologna. Nel corso della sua esistenza, dedicata a beneficio dei bambini in difficoltà, molti dei quali provenienti dalle zone più povere della terra, divenne anche abile Maestra.
Dal suo nutrito epistolario, ritrovato molti anni dopo la sua morte, emerge, fulgida, una fortissima spiritualità viscerale; è attualmente in corso il processo di Beatificazione.
L’Amministrazione Comunale ha ritenuto opportuno che a questa figura religiosa di così elevata moralità e che ha dedicato la propria vita a favore dei bambini sordomuti, mitigandone le sofferenze anche mediante l’educazione e l’istruzione, sia intitolata la locale scuola elementare.

Maria Carolina Dalle Donne
Roncastaldo, frazione di Monghidoro, ha dato i natali alla celebre dottoressa Maria Dalle Donne nata nel luglio del 1778 nella casa detta dello ‘Scarpellino’, in località Canaglia di Roncastaldo, da una famiglia molto povera, ma con parenti ‘onorati’.
Fu proprio lo zio sacerdote, don Giacomo Dalle Donne, che avendo intuito nella ragazza una intelligenza straordinaria chiese ai genitori di affidargliela per avviarla agli studi, in quanto la riteneva particolarmente predisposta a formarsi una cultura. E così don Giacomo, giunto nella sua nuova parrocchia di Medicina, la affidò per le Lettere al prof. Rodati, per la Filosofia al prof. Canterani e per la Medicina e Chirurgia al prof. Tarsizio Riviera.
Si trattava di docenti di Bologna molto qualificati, amici dello zio sacerdote. La giovane Maria Dalle Donne seguì gli studi celermente, con molto profitto e, dotata di una eccezionale intelligenza, si laureò a pieni voti a soli 21 anni, in Filosofia e Medicina, con una menzione di elogio e conseguente decorazione di corona di alloro e anello dottorale, che le vennero conferiti con tutti gli onori nel dicembre del 1799 nell’aula dell’Archiginnasio di Bologna alla presenza di dottori, di filosofi e di medici oltre che di un folto pubblico.
Venuto a Bologna Napoleone Bonaparte e avuta l’opportunità di ascoltarla, ammirato di tanta sapienza e cultura, provvide a istituire per lei una cattedra universitaria di ostetricia 1’11 febbraio 1804: fu la prima del genere in Italia.
Successivamente, in occasione della venuta a Bologna di Papa Pio VII, la dottoressa Maria Dalle Donne fu promossa accademica benedettina, ottenendo un compenso che le permise di dedicarsi completamente alla scuola per levatrici. Ma questo non fu l’unico aiuto economico che ebbe, in quanto anche il conte Prospero Ranuzzi, eminente studioso di Fisica, assegnò alla dottoressa una pensione affinché potesse proseguire nel suo impegno di docente universitaria senza alcuna preoccupazione finanziaria.
In questa veste Maria Dalle Donne si mostrò insegnante di grande professionalità e talento nel preparare le allieve, prodigandosi anche a sostenere le più povere nelle spese del vitto,dei libri, ecc.. La figura e l’opera della dottoressa Maria Dalle Donne diedero dunque lustro non soltanto al suo luogo natale di Roncastaldo, ma anche alla città di Bologna. Maria Dalle Donne venne a mancare nel gennaio del 1842 all’età di 64 anni e fu sepolta alla Certosa di Bologna, dove è ricordata con una epigrafe latina.

(1) Era allora il Dirigente scolastico, cui diamo il benvenuto fra i collaboratori della nostra Rivista.
(2) Fra gli altri: il Sindaco Marino Lorenzini, l’Assessore provinciale alla scuola Paolo Rebaudengo, la Presidente regionale del ‘C.I.F. Centro Italiano Femminile’ dell’Emilia-Romagna Laura Serantoni che donò alla scuola alcune stampanti, il Parroco don Marcello Rondelli che consegnò i diplomi del Concorso diocesano Presepi nelle famiglie e nelle collettività.

Questo articolo è tratto dal numero 43 del semestrale di storia, cultura e ambiente Savena Setta Sambro.

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