La Futa – una strada nella storia: pagine di viaggio – Stan Swinton

Linea GoticaMancavano due giorni al Natale del 1944. Vicino all’aspro fronte della 5a Armata procedevo a balzi con la mia jeep sulla strada fangosa e dilaniata dai bombardamenti, cercando notizie per Stars and Stripes. Giungevo in quel momento in prossimità dei cumuli di macerie che costituivano quanto restava del piccolo villaggio di montagna chiamato Loiano. Per mesi Loiano era stato prossimo alla linea di combattimento, stracolmo di sfollati dall’aspetto patetico che ben conoscevano l’orrore dei bombardamenti quotidiani e restavano senza mangiare a meno che qualche soldato amichevole non passasse loro i resti del suo pasto. Non era certo un luogo dove la gente sorridesse.
Ma quel giorno fui sorpreso di trovare tanta felicità a Loiano. I bambini sorridevano mentre giocavano tra le macerie, e le madri sorridevano chiacchierando nelle strade piene di pozze. Persino i volti non rasati degli stanchi soldati mostravano un’espressione più luminosa mentre attendevano di tornare in prima linea. Improvvisamente scoprii il perché.
Ecco uscire dalla porta della tormentata cattedrale Babbo Natale. Le sue guance mascherate erano rosee, la sua barba opportunatamente bianca e fluente. Indossava un cappello rosso guarnito e un completo bianco con una cintura rossa. E una sacca rigonfia gli pendeva dalle spalle.
«Papà Natale!» gridavano i bambini, saltellandogli intorno. Come il Pifferaio Magico, Babbo Natale avanzava per le devastate strade di Loiano. Aveva della cioccolata o della gomma da masticare per ogni ragazzino e un bacio per ogni bimbo nelle braccia della mamma. Quando la sua sacca fu vuota e la sua barba venne toccata dall’ultimo bambino con gli occhi spalancati per lo stupore, Babbo Natale scomparve nella cattedrale.
Lo seguii, e trovai Babbo Natale che si levava di dosso un giaccone bianco da combattimento. Si trattava di un soldato americano dai capelli scuri, Vincent Post, un sergente che, prima della guerra, era addetto a una macchina per produrre pane da toast a Clarksburg, West Virginia. Sembra che qualcuno che egli non aveva mai incontrato – una ragazza di nome Frances Jensen della lontana Corvallis, nell’Oregon – avesse immaginato quale tipo di Natale aspettava i bambini italiani e avesse comprato tre costumi da Babbo Natale per poi spedirli a un capitano dell’esercito, che ne aveva consegnato uno a Post.
Beh, un sergente di fanteria deve avere un certo coraggio per rischiare di coprirsi di ridicolo agli occhi dei propri induriti compagni d’arma impersonando Babbo Natale, Ma Post lo ebbe, e quando Natale si avvicinò i «ragazzi» dimostrarono di non essersi tanto induriti dopo tutto, Essi intervennero nella messinscena non solo consegnando le loro razioni PX, ma anche i preziosi pacchi natalizi che venivano dalle loro case, dicendo che in ogni caso non ne avevano bisogno.
All’inizio, quando Babbo Post cominciò a gironzolare per le strade di Loiano, la settimana di Natale, i bambini erano sospettosi e si ritiravano, avendo dimenticato, o mai conosciuto, un Natale felice e un Papà Natale. Ben presto un avventuroso ragazzino baciò la guancia di Babbo Natale, e da questo momento tutto andò per il verso giusto. Il parroco rimediò una campanella per Babbo Natale, poiché i bambini dicevano che le campanelline che guarnivano la sua giacca tintinnavano troppo piano. Le mamme insegnarono ai bambini a cantare canti natalizi mentre seguivano in processione il loro meraviglioso amico. A Post mancavano alcune dita in una mano ed egli dimenticò di indossare un guanto il primo giorno in cui apparve per la strada. Dopo di che, alcuni dei bambini si avvicinavano timorosi a toccare la mano guantata, cercando le dita mancanti, e, rassicurati, si dicevano l’un l’altro felici che era proprio un Papà Natale in piena regola.
Credo che ricorderò sempre nel periodo di Natale una stanca madre italiana che mi disse, mentre Babbo Natale Post scompariva nella cattedrale: «Signor, è un miracolo. I bambini di Loiano sorridono ancora».

Stan Swinton – Natale a Loiano

Dal libro LA FUTA – una strada nella storia, edizioni L’inchiostroblu, testi a cura di Maurizio Ascari, pubblicazione della Cassa Rurale ed Artigiana di Loiano

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