La Futa – una strada nella storia: pagine di viaggio – Johann Wolfgang Goethe

Johann Wolfgang Goethe

Johann Wolfgang Goethe

Bologna, 20 ottobre 1786 … Notte

Quanto avrei ancora da dire, se volessi confessare che cosa mi è passato per il capo in questa bella giornata! Ma la mia aspirazione è più forte dei miei pensieri. lo mi sento irresistibilmente attratto sempre più innanzi; solo a fatica mi raccolgo nella realtà presente. Ma sembra che il cielo mi esaudisca. Mi si è offerto un vetturino direttamente per Roma; così posdomani, senz’altro, partirò per colà. Intanto, oggi e domani bisogna pur che pensi a mettere in ordine le mie cose e a finire anche qualche po’ di lavoro.

Lojano sull’Appennino, 21 ottobre, sera

Se quest’oggi io mi sia strappato da Bologna, o se ne sia stato scacciato, non saprei dire. Basta, ho afferrato con entusiasmo un’occasione ancora più spiccia per partire. Ed eccomi qui in una miserabile locanda, in compagnia di un ufficiale papalino diretto a Perugia, sua città natale. Nel prender posto accanto a lui, nella sediola a due ruote, tanto per attaccar discorso gli ho rivolto un complimento, dicendogli che da buon tedesco abituato a trattare con soldati, ero felicissimo di viaggiare adesso in compagnia di un ufficiale del papa.
– Non abbiatevene a male – egli replicò, – tenetevi pure la vostra simpatia per i soldati, dal momento che in Germania, a quanto sento, non ci sono che militari; quanto a me, benché il nostro servizio sia comodo ed io possa nella mia sede di guarnigione, a Bologna, attendere perfettamente ai fatti miei, sarei ben contento di spogliarmi di questa giacca per amministrare piuttosto il poderetto di mio padre. Ma io sono il figliuolo più giovane e devo fare di necessità virtù.

22 ottobre, sera

Ed eccomi a Giredo, un’altra terricciuola sull’Appennino, dove mi sento completamente beato, poiché vado sempre più avvicinandomi alla meta dei miei desideri. Quest’oggi si sono uniti alla nostra compagnia un signore ed una signora a cavallo: un inglese e sua sorella, almeno a quanto dice lui. Hanno dei bei cavalli, ma viaggiano senza domestici e il signore a quanto pare fa da scudiere e da cameriere ad un tempo. Trovano da ridire su tutto. Par di leggere certe pagine dell’Archenholz.
Gli Appennini sono per me un pezzo meraviglioso del creato. Alla grande pianura della regione padana segue una catena di monti che si eleva dal basso per chiudere verso sud il continente fra i due mari. Se la struttura di questi monti non fosse troppo scoscesa, troppo elevata sul livello del mare e così stranamente intricata; se avesse potuto permettere al flusso e riflusso di esercitare in epoche remote la loro azione più a lungo, di formare delle pianure più vaste e quindi inondarle, questa sarebbe stata una delle contrade più amene nel più splendido clima, un po’ più elevata che il resto del paese. Ma così è un bizzarro groviglio di pareti montuose a ridosso l’una dell’altra; spesso non si può nemmeno distinguere in quale direzione scorra l’acqua. Se le valli fossero meglio colmate e le pianure più regolari e più irrigue, si potrebbe paragonare questa regione alla Boemia; con la differenza che qui le montagne hanno un carattere sotto ogni aspetto diverso. Non si deve tuttavia immaginarsi un deserto, bensì una regione quasi dappertutto coltivata benché montuosa. I castagni prosperano egregiamente; il frumento è bellissimo e le messi ormai verdeggianti. Lungo le vie sorgono querce sempre verdi dalle foglie minute; e intorno alle chiese e alle cappelle agili cipressi. Iersera il tempo era nuvoloso; oggi è di nuovo bello e sereno.

25 ottobre, sera. Perugia

Il 23 mattina, alle dieci, secondo il nostro orologio, siamo sbucati dalle montagne dell’Appennino e scorgemmo Firenze distesa in un’ampia valle d’una inverosimile fertilità e disseminata a perdita d’occhio di case e di ville.

Johann Wolfgang Goethe – Viaggio in Italia – Auch ich in Arkadien! (1786)

Dal libro LA FUTA – una strada nella storia, edizioni L’inchiostroblu, testi a cura di Maurizio Ascari, pubblicazione della Cassa Rurale ed Artigiana di Loiano

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