La Futa – una strada nella storia: pagine di viaggio – Petr Andreyevich Tolstoj

Petr Andreyevich Tolstoj

Petr Andreyevich Tolstoj

Da Firenze a Bologna

Lasciai Firenze la mattina del 24 agosto e per pranzo ero in una località che si chiama Ponta a 12 miglia dalla città. La strada attraversava zone con alture anche notevoli e pietrose, ma sempre fittamente abitate, sia in piano che sui pendii dei monti, dove frequentemente si trovano sorgenti di acqua limpida e fresca. Non mancavano i boschi, ma poco numerosi e con piante a basso fusto, mentre tanti erano i vigneti, e in pianura i campi coltivati a frumento.
Ripartii verso le 4 del pomeriggio e, dopo 12 miglia, incontrai una città sottoposta al Papa di Roma, chiamata Florenzano, dove decisi di fermarmi per quella notte in una locanda che si chiamava «Lascala». La strada s’era fatta assai ripida e sassosa; per questo dovetti spesso avanzare a piedi. Anche i boschi apparivano più estesi; notai molti castagneti. In questa zona osservai non pochi tratti di terreno coltivati a frumento, con quel tipo parti­ colare chiamato bizantino, e anche prati. Poche, invece, le zone abitate. Florenzano è un centro piuttosto piccolo, circondato da mura di pietra assai antiche, con case esclusivamente in muratura.
Lasciai Florenzano la mattina del 25 agosto. La strada che mi attendeva si snodava per montagne assai alte e sassose, sulle quali non era possibile salire in carrozza. Il vetturino mi prese perciò un cavallo a noleggio e con quello superai felicemente i tratti ripidi. Questi monti, coperti di castagneti, sono ricchi di acque sorgive, che scorrono limpide e belle. Si incontrano di frequente ponti di pietra. La zona è piuttosto popolosa; numerosi appezzamenti di terreno in pianura e sui pendii della montagna sono coltivati a frumento e a miglio, o tenuti a prato. Dopo l 7 miglia raggiunsi Ljujan, dove pranzai. Alle 3 del pomeriggio, ripartiti alla volta di Bologna.
Sedici miglia separano Ljujan da Bologna. Le prime dieci sono di strada montuosa, tanto ripide che dovetti lasciare la carrozza e procedere a piedi. Incontrai pochi centri abitati, molti boschi con diversi tipi di alberi e brevi tratti di terreno coltivati o tenuti a prato. Sei miglia prima di Bologna cessarono i monti e iniziarono luoghi piani, anche se fiancheggiati dai monti. In pianura notai che le case si facevano più frequenti; erano in muratura con begli orti. Numerosi anche i canali, attraversati da ponti di pietra. Quanto più mi avvicinavo alla città, tanto più fitte si presentavano le abitazioni, fino a formare, a 3 miglia da essa, contrade abitate da artigiani: sarti, calzolai, carrettieri, fabbri, falegnami e altri ancora. Le case erano tutte costruite in muratura e numerose erano le cappelle, cioè le piccole chiese.

Petr Andreyevich Tolstoj – Il Viaggio in Italia di P. A. Tolstoj (1697-1699)

Dal libro LA FUTA – una strada nella storia, edizioni L’inchiostroblu, testi a cura di Maurizio Ascari, pubblicazione della Cassa Rurale ed Artigiana di Loiano

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