La Futa – una strada nella storia: pagine di viaggio – François-Jacques Deseine

Nuovo Viaggio d'Italia (1699)

Nuovo Viaggio d’Italia (1699)

Si esce per la porta Santo Stefano e si traversa una deliziosa campagna nel mezzo della quale scorre il piccolo fiume Savena, che si passa su di un ponte a due miglia dalla città. Si vedono a destra e a sinistra delle colline deliziose che si approssimano poco a poco, e si comincia a salire a otto miglia da Bologna al villaggio di Pianora, ove si arriva dopo avere passato più volte il fiume Savena. Si passa quindi sempre salendo per i villaggi de la Guardia, Anconella, Sabione, e Loiano, che è la seconda posta. La terza è alle Filigaie, primo villaggio dello Stato del Granduca, ove più in alto nella montagna vi è un famoso monastero di Olivetani dedicato a San Michele, nel luogo detto Scarica l’Asino. È la patria di Ramazzotto Ramazzotti, fondatore dello stesso monastero. Alessandro Tiarini vi ha dipinto sull’Altare Maggiore la Caduta di Lucifero e al di sopra il Coronamento della Vergine, di una forza inimitabile. Si trova di seguito Pietramala, la Valle, e in fondo ad una valle Fiorenzuolo, borgo chiuso da mura fiancheggiate da quattro malandati bastioni. Uscendo da Fiorenzuolo si passa il fiume Santerna su di un lungo ponte di legno fatto di grosse travi messe l’una al termine dell’altra. Non vi si passa che a piedi. Dopo avere traversato una valle girando lo spazio di cinque miglia, e passato più volte il fiume Santerna, estremamente pericoloso durante l’inverno e quando piove e nevica, si sale l’insidiosa montagna del Zovo, ove i venti regnano continuamente e da cui precipitano a volte i passeggeri che non stanno in guardia. Al sommo di questa montagna vi è una pessima osteria ove si può essere già ben contenti di trovare il coperto e dei viveri cattivi e molto cari. Di là si scende lo spazio di cinque miglia sino a Scarperia, borgo abbastanza civile ove si fabbricano dei buoni coltelli e forbici. Di là a Firenze vi sono 16 miglia passando a due miglia di là per San Piero a Sieve, villaggio ove è un ponte e più in alto si vede il forte di San Martino, costruito dal Granduca Cosimo I. Di là a l’Uccellatoio, ostello del Granduca, vi sono cinque miglia, e di là a Firenze 8 miglia passando per parecchie belle colline piene di dimore di piacere. Si può anche prendendo alla mano sinistra passare per Pratolino, luogo di delizie del Granduca.

François-Jacques Deseine – Nuovo Viaggio d’Italia

Dal libro LA FUTA – una strada nella storia, edizioni L’inchiostroblu, testi a cura di Maurizio Ascari, pubblicazione della Cassa Rurale ed Artigiana di Loiano

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