69 anni fa: il 29 gennaio 1944 il Teatro anatomico dell’Archiginnasio viene quasi completamente distrutto durante un bombardamento aereo

A. Villani, Bologna - Biblioteca Archiginnasio dopo il bombardamento aereo del 29 gennaio 1944 (tit. attr.) - CAF, Fondo Bologna

A. Villani, Bologna – Biblioteca Archiginnasio dopo il bombardamento aereo del 29 gennaio 1944 (tit. attr.) – CAF, Fondo Bologna

Per esempio: una giovane signora da condurre a spasso, a scoprire le segrete bellezze di questa città. Una cosa, insomma, che può capitare, di tanto in tanto (sempre più di rado, ahimè).
E come fare se, per esempio, la signora arriva qui da una città ove i capolavori te li trovi davanti al naso ad ogni svoltar di calle? mentre a Bologna tutto quanto pare comporsi in una media dignità, senza strepiti, senza sorprese?
Le statue di Nicolò nella chiesa della Vita, certo; ma poi, e senza allontanarsi dalla piazza, perché magari la signora vuole anche far la spesa? Ma una sorpresa, a Bologna, la si trova sempre. Lì dentro, fra le pareti odorose di legno dell’aula anatomica della vecchia università, all’Archiginnasio, si è quasi sempre soli; o in buona compagnia: non più d’un paio di tedeschi, o d’inglesi, attempati e curiosi, con la loro guida in mano, a bisbigliare.
Se non ci fosse qualche vecchia fotografia all’ingresso, nessuno potrebbe immaginare lo scempio di quel luogo dopo il bombardamento del gennaio 1944. E quel che oggi si vede è un muto, ed è un eloquentissimo esempio di quanto siano vane le teorie sul restauro.
E di quanto la pratica del restauro debba alla sensibilità manuale degli artigiani, e alla volontà amorosa di non far morire la storia, combattendo anche contro di essa (visto che anche le bombe fanno parte della storia).
Quasi tutto quel che si vede dell’architettura dell’aula è stato pazientemente ricostruito a guerra finita, senza mutare né uno spigolo né un ricciolo della compassata architettura seicentesca di Antonio Levanti, che lì lavorò per una decina d’anni, fra il 1638 e il 1649.
Perché appunto d’una architettura si tratta, e non d’un arredamento. D’una architettura, se volete, teatrale: come spesso sono le architetture bolognesi. L’ingresso, ecco, è spostato in un angolo, ed entrando si coglie l’ambiente tutto di sguincio, e pare perfino più vasto e quasi maestoso. E c’è chi recita: i maestri antichi della medicina, che gestiscono in lente movenze dalle nicchie tutt’intorno. E c’è anche un elegante podio, per chi dirigeva tutta la coreografia. Le statue che vedete sono d’un secolo più tarde dell’architettura.
Le scolpì uno scultore lucchese, Silvestro Giannotti, verso il 1734. E il nostro Ercole Lelli si offrì d’intagliare a sue spese (ma lasciandovi, almeno, il proprio nome sui piedistalli: come potete vedere) i due «scorticati» che fiancheggiano la cattedra del docente.
Sono statue davvero sorprendenti: vi si mescola senza dissidio la chiarezza didattica dell’età dei lumi, ed un’eleganza, come dire? quasi incorporea, che sa di coreografia e di corpo di ballo. Non per nulla quell’aula universitaria veniva chiamata, da tutti, col nome di teatro: perché vi convivevano una verità perfino sadica, e quella suadente finzione che è spesso la lezione accademica.

Questo post, tratto dal piacevolissimo libro di Eugenio Riccòmini Aprilocchio – le cinquanta cose più belle di Bologna e disponibile nella biblioteca dell’Antica Frontiera, è dedicato a tutti quelli che amano scoprire i tanti tesori nascosti del capoluogo emiliano.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in 20° secolo, Arte, Monghidoro e dintorni, Seconda Guerra Mondiale e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...