94 anni fa: il 18 gennaio 1919 inizia la conferenza di pace a Versailles

Le delegazioni riunite a Versailles

Le delegazioni riunite a Versailles

La conferenza di Parigi, apertasi il 18 gennaio 1919 con la sola partecipazione dei 27 paesi vincitori, ridisegna la carta geografica dell’Europa. Durante la guerra gli Alleati avevano proclamato il principio dell’autodeterminazione dei popoli. Nella maggior parte dei casi – come appare evidente dall’elenco dei nuovi stati – essi vi rimangono fedeli. Il problema più complesso deriva però dall’applicazione dei “quattordici punti” del presidente americano Wilson per creare le condizioni di una “pace perpetua”. La prima di esse è quella di far sorgere un organismo internazionale che possa dirimere i conflitti tra i popoli senza fare ricorso alla guerra.
A questo scopo viene creata la Società delle nazioni. In realtà il nuovo organismo è paralizzato fin dalla sua creazione, nel 1920, dal rifiuto del Senato americano di ratificare il trattato di Versailles. La Società delle nazioni, con sede a Ginevra, commette inoltre l’errore di limitare il potere di decisione del Consiglio (composto da quattro membri permanenti – Francia, Regno Unito, Italia e Giappone -, e da altri quattro membri eletti a turno).
Già la spartizione dell’Impero ottomano e la risistemazione del Medio Oriente rivela l’incapacità della Società di porsi come un interlocutore di peso.
L’area viene infatti suddivisa in “mandati” affidati alle due principali potenze europee: Siria settentrionale e Libano alla Francia; Iraq, Siria meridionale, Arabia e Palestina al Regno Unito. I confini di tali stati sono tracciati in funzione degli interessi petroliferi dell’Occidente, che peraltro non rinuncia al controllo diretto di Aden,Yemen e Kuwait. Inoltre la Palestina diventa subito oggetto di una controversia destinata ad assumere un rilievo crescente per effetto della “Dichiarazione” di Arthur J. Balfour del 2 novembre 1917, in cui il ministro degli esteri inglese si è impegnato a offrire al movimento sionista la possibilità di creare in Palestina un “focolare ebraico” sotto la protezione inglese.
Su questo come su altri temi la Società delle nazioni rinuncia di fatto alla sua azione di mediazione. Inoltre l’organismo integra soltanto in un secondo tempo i paesi vinti (la Germania verrà ammessa solo nel 1926), e istituisce un “cordone sanitario” intorno alla Russia sovietica (Unione Sovietica dal 30 dicembre 1922). Privo di mezzi militari adeguati alle sue ambizioni, l’organismo diventa una sorta di assemblea consultiva incapace di prendere decisioni operative, come si dimostrerà tragicamente di fronte all’ascesa del nazismo negli anni Trenta.

Se volete approfondire il trattato di pace che pose ufficialmente fine alla Grande Guerra potete farlo sfogliando le pagine del libro Storia illustrata della Prima Guerra Mondiale e degli altri testi sullo stesso tema presenti nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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