134 anni fa: l’11 gennaio 1879 inizia la guerra Anglo-Zulu

CopertinaQuando venne sparato l’ultimo colpo nella battaglia di Ulundi il 4 luglio del 1879, l’esercito zulù, che aveva vissuto un grande momento di gloria con la vittoria di Isandlwana all’inizio del conflitto, subito offuscato dalla bruciante sconfitta di Khambula, si rassegnò ad accettare la sconfitta e la fine della guerra. Quell’ultimo colpo fu anche il punto culminante di due anni di una frenetica attività politica che mirava ad eliminare un grave ostacolo all’avanzata dell’imperialismo britannico nell’Africa del Sud.
Lo Zululand, ovvero la terra degli zulù, era diventata un regno forte e aggressivo sotto il re Shaka kaSenzangakhona, all’inizio del XIX secolo. Tuttavia i primi coloni bianchi arrivarono proprio quando sul trono c’era Shaka; già nel 1870 lo Zululand si trovò stretto dalla rapida espansione delle comunità coloniali europee: a sud gli inglesi nel Natal, e a ovest i boeri della Repubblica del Transvaal. Non sempre l’arrivo dei bianchi era stato pacifico, e lo Zululand si era ritrovato coinvolto in un buon numero di conflitti, anche rovinosi, che avevano danneggiato la forza economica e militare dello stato. Ciononostante, nel 1873 un nuovo re zulù, Cetshwayo kaMpande, diede inizio a un programma di riforme interne allo scopo di rivitalizzare l’apparato statale. Non era il momento più opportuno: nello stesso periodo, infatti, i suoi vicini stavano cominciando a considerare l’esistenza del suo regno come una minaccia ai loro stessi interessi nella regione. Così fu solo questione di tempo prima che le aspirazioni di due nazioni, quella inglese e quella zulù, portassero prima a uno stato di rivalità, e infine al confronto.
Gli inglesi, che avevano preso il controllo del Capo nel 1806 per ragioni strategiche durante le guerre napoleoniche, si erano accorti che si trattava di un possedimento eccessivamente dispendioso. Le continue dispute tra inglesi, boeri (discendenti dei primi coloni olandesi) e i vari gruppi africani avevano portato a un’incessante serie di piccole guerre che avevano prosciugato sia le casse del Tesoro sia quelle del Ministero della Guerra. Nel 1870 si era cercato di risolvere i conflitti adottando una politica passata alla storia con il nome di Confederazione, che si riproponeva di unificare i vari gruppi rivali, neri e bianchi, sotto un’unica autorità: quella britannica.
Nel 1877 Sir Henry Bartle Frere fu designato Alto Commissario per il Sudafrica con l’espresso intento di attuare la cosiddetta Confederazione. Frere si convinse immediatamente che il regno dello Zululand rappresentava la minaccia maggiore al disegno confederale. La sua ossessione divenne Cetshwayo che, secondo lui, era l’ultimo responsabile dell’instabilità che stava attraversando le popolazioni di colore in tutto il Sudafrica. Fu questo il motivo per cui si lanciò in una campagna propagandistica, per preparare il terreno a un intervento militare. Cetshwayo veniva descritto come un «despota irresponsabile, sanguinario e traditore», mentre i suoi guerrieri erano «macchine assassine». Tuttavia a quell’epoca il governo britannico era impantanato nella crisi balcanica e in un’impegnativa guerra in Afganistan, e si opponeva all’idea di intraprendere un altro conflitto in Africa. A Frere venne ordinato di trattare gli zulù con «spirito di tolleranza». Ma la sua politica ormai si era spinta troppo in avanti per essere modificata, e così l’Alto Commissario continuò secondo i suoi piani.
Nel marzo del 1878 il tenente generale, onorevole Sir Frederic Thesiger (destinato a diventare Lord Chelmsford alla morte del padre, nell’ottobre dello stesso anno) prese il comando delle forze imperiali in Sudafrica. Chelmsford riteneva inevitabile la guerra con gli zulù, in completo accordo con Frere, che disponeva di tutti gli strumenti necessari per dichiarare una guerra contro gli zulù. A questo punto gli serviva solo una scusa. Sfruttando l’inefficienza del sistema di comunicazioni tra Città del Capo e Londra, sperò di mettere il governo della madrepatria di fronte al fatto compiuto.
Frere trovò il pretesto che andava cercando nei rapporti su alcune violazioni di frontiera di scarsa importanza. Gli incidenti di per sé non avevano grande rilievo politico: un gruppetto di zulù aveva inseguito alcuni fuggiaschi attraverso il fiume Mzinyathi, entrando così nel Natal; in un altro caso dei funzionari coloniali che si erano smarriti in territorio zulù erano stati temporaneamente trattenuti con l’accusa di spionaggio. Frere, però, colse l’occasione e si servì di questi incidenti per dimostrare le intenzioni aggressive del re zulù.
L’ 11 dicembre i rappresentanti di re Cetshwayo furono convocati a un raduno presso il Lower Drift (uno dei guadi principali – N.d.C.) sul fiume Thukela per ricevere i referti di una Commissione di Frontiera che stava arbitrando una disputa in atto tra boeri e zulù relativamente a una fetta di territorio lungo il fiume Ncome (chiamato anche Blood River, Fiume del Sangue) . Nel 1877 l’Inghilterra aveva annesso la repubblica boera del Transvaal, in bancarotta, suscitando il malcontento di gran parte della popolazione, e la disputa era stata un momento importante nel modellare l’atteggiamento di Frere nei confronti della “minaccia” zulù. Contrariamente alle sue aspettative, le conclusioni della commissione erano state favorevoli agli zulù; ma l’Alto Commissario aveva colto l’occasione per condizionare quel responso all’accettazione da parte zulù delle sue richieste. Tra l’altro, si chiedeva una multa per gli incidenti di confine e, cosa più grave, l’abbandono del sistema militare zulù. Se gli zulù non avessero ottemperato entro trenta giorni, sarebbe stata dichiarata guerra. Le richieste erano impossibili da accettare, dal momento che andavano a colpire il cuore della vita zulù, e questo Frere lo sapeva perfettamente. Per quanto re Cetshwayo volesse placare gli inglesi, la società zulù non poteva accettare l’idea di abbandonare improvvisamente il proprio sistema militare. Il dado era tratto.

Se volete approfondire la guerra coloniale anglo-zulù potete farlo sfogliando il volume di Eserciti e battaglie La guerra zulù 1879 – Il tramonto di una nazione guerriera nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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