94 anni fa: il 6 gennaio 1919 muore a Sagamore Hill Theodore Roosevelt, 26º presidente degli Stati Uniti e Premio Nobel per la pace

Theodore RooseveltGli Stati Uniti all’inizio del sec. XX: la presidenza di Theodore Roosevelt
Alla fine dell’Ottocento, lo scontro tra imperialisti e antimperialisti accese gli Stati Uniti. Già sotto la presidenza McKinley (1896-1901) si ebbe la guerra contro la Spagna (1898), che pose Puerto Rico e (provvisoriamente) le Filippine sotto il loro dominio e fece di Cuba un virtuale protettorato.
Anche le Hawaii passarono agli USA. Fu poi la presidenza di Theodore Roosevelt (1901-1909) a lanciare gli Stati Uniti nella contesa mondiale e nella gara agli armamenti.
Theodore Roosevelt (1858-1919) era sottosegretario alla Marina quando (1898) scoppiò la guerra contro la Spagna, e intervenne personalmente a Cuba. Nel 1898 fu governatore di New York, nel 1900 vicepresidente. L’uccisione di McKinley (1901) lo portò alla presidenza in un momento cruciale. Il vertiginoso sviluppo aveva portato al concentrarsi del capitale e dei mezzi di distribuzione nelle mani di colossali trust. Pochi clan di finanzieri controllavano l’intera vita economica del Paese. I poteri pubblici erano ridotti, per corruzione o per debolezza, a loro docili strumenti; le grandi corporazioni avevano facilmente ragione dei tentativi di resistenza delle maestranze, disponevano a loro piacimento della sorte degli agricoltori, vessati dal protezionismo doganale, dalla politica monetaria deflazionistica, dai soprusi nel trasporto delle loro merci. Le misure prese fino ad allora dal governo federale erano state modeste, anche perché tradizionalmente la politica economica e sociale era ritenuta di competenza dei singoli Stati. La legge «antitrust» del 1890 (Sherman Act) era stata sistematicamente elusa, quando non addirittura adoperata contro le rivendicazioni operaie.
Roosevelt era un conservatore, ma proprio per salvare il sistema politico ed economico americano pensava che le grosse corporazioni dovessero essere colpite quando cercavano di realizzare una condizione di monopolio. La Northern Security Company, fondata dal gruppo Harriman allo scopo di egemonizzare l’industria ferroviaria, fu sciolta nel 1902. Il controllo delle ferrovie era d’altronde «questione suprema». Per arrestare la politica di discriminazione tariffaria perpetrata dalle compagnie ferroviarie a danno dei minori imprenditori e degli agricoltori, furono emanate due leggi di grande efficacia (1903-1906). Grande emozione suscitò anche la presa di posizione del presidente in favore degli scioperanti delle Miniere unite.
Roosevelt venne trionfalmente eletto nel 1904. Nel 1906 fu emanata un’attesa legge contro le frodi alimentari e le specialità medicinali dannose; più importante ancora fu la politica legislativa attuata in difesa e per il potenziamento delle ricchezze naturali. L’azione rooseveltiana all’interno fu coraggiosa, di largo intervento federale. Gli interessi esteri, eccezionalmente estesi, richiedevano oramai un’ampia presenza diplomatica e un esercito adeguato. Nel 1902, allorché Italia, Gran Bretagna e Germania posero il blocco alle acque venezuelane per ottenere il pagamento di certi debiti, Roosevelt, appellandosi alla «dottrina Monroe», ottenne che le tre potenze rinunciassero all’iniziativa. Nel 1903 con pochi scrupoli, per avviare la gigantesca impresa del canale di Panamà, non esitò a favorire una rivoluzione in Colombia, che portò alla formazione della Repubblica di Panamà. Nel 1906 prese quindi posizione alla conferenza di Algeciras contro la Germania e a favore della Francia sulla questione dei porti nordafricani. In precedenza, preoccupato per l’ascesa del Giappone, aveva interposto i suoi uffici nel conflitto russo-giapponese inducendo a trattare la pace a Portsmouth nel New Hampshire (1905) Ciò gli valse il premio Nobel per la pace. Alla fine del mandato, Roosevelt non si ripresentò. Gli successe un suo collaboratore, William H. Taft. Ripropose invece la sua candidatura nel 1912; il Partito repubblicano gli preferì Taft e così Roosevelt si presentò con un suo partito. La divisione fece sì che la vittoria andasse al democratico Woodrow Wilson.

Se volete approfondire la vita di Teddy Roosevelt potete farlo sfogliando le pagine del 12° volume de La Storia – L’età dell’imperialismo e la prima guerra mondiale nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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