109 anni fa: il 17 dicembre 1903 il Flyer dei fratelli Wright compie il primo volo a motore con una macchina “più pesante dell’aria”. Il volo, “incerto, ondeggiante e traballante”, come disse Orville Wright, durò 12 secondi

Il Flyer si solleva per il suo primo, storico volo il mattino del 17 dicembre 1903. Orville è ai comandi e Wilbur lo osserva da vicino. La fotografia, una delle più riprodotte del Novecento, è stata scattata da John Daniels.

Il Flyer si solleva per il suo primo, storico volo il mattino del 17 dicembre 1903. Orville è ai comandi e Wilbur lo osserva da vicino. La fotografia, una delle più riprodotte del Novecento, è stata scattata da John Daniels.

A Kill Devil Hills, il mattino del 17 dicembre del 1903 il vento soffiava alla velocità di 48 km/h. Avrebbe sicuramente aiutato il Flyer dei Wright a decollare, ma avrebbe anche creato problemi di controllo della macchina, che non era ancora stata collaudata. Sebbene il primo breve balzo nell’aria di Wilbur, tre giorni prima, fosse terminato repentinamente e in maniera ingloriosa, i due fratelli erano convinti che la macchina a motore avrebbe volato.
Avevano deciso di alternarsi ai comandi, e questa volta toccava a Orville compiere il primo volo. Alle 10 di mattina in punto fu alzata una bandiera per segnalare al personale della vicina stazione di soccorso di Kill DeviI Hills, che si era reso disponibile in caso di incidente, che l’impresa stava per cominciare. I fratelli Wright si accinsero a sistemare un binario di lancio in legno lungo il loro campo poiché il Flyer era troppo pesante per essere lanciato come un aliante da due uomini e le ruote si sarebbero infossate nella sabbia: la macchina sarebbe stata lanciata da un carrello che correva lungo il binario in legno. Wilbur e Orville aspettarono accanto alla macchina mentre il motore si scaldava, poi, come raccontò più tardi John Daniels, uno dei soccorritori: «Si strinsero le mani e non potemmo fare a meno di notare che lo fecero come… due persone che non sono sicure di rivedersi ancora». Fu sistemata una macchina fotografica e Daniels fu incaricato di documentare la scena. Orville montò sul Flyer e si sistemò in posizione supina; quindi, tra lo scoppiettio del motore e l’eccitazione degli spettatori, la macchina fu sganciata dal cavo che la tratteneva e partì lungo il binario. Nel momento in cui si levò in aria Daniels scattò l’immagine che correda questo post.
Come suo fratello tre giorni prima, Orville incontrò serie difficoltà a governare il Flyer e dopo l2 secondi cadde pesantemente sul terreno. Seguirono altri due tentativi, ma il fatto che potessero essere considerati dei veri voli a motore fu reso irrilevante dalla quarta prova. Orville, questa volta spettatore, descrisse sul suo diario cosa accadde: «Alle 12 in punto Will partì per il quarto e ultimo giro. La macchina si inclinava su e giù come in precedenza, ma dopo tre o quattrocento piedi riuscì a tenerla molto meglio sotto controllo proseguendo in una traiettoria abbastanza regolare». Wilbur volò per 59 secondi coprendo una distanza di 200 m prima che il Flyer si calasse in picchiata in un violento atterraggio, provocando la rottura del supporto del timone di profondità. Il Flyer era rimasto meno di un minuto in aria, ma questo fu sufficiente a sancire che senz’ombra di dubbio si era trattato di un volo a motore continuato e controllato. Mentre veniva ricondotto al campo, il Flyer fu investito da una raffica di vento e si rovesciò trascinando con sé il povero Daniels che, fortunatamente, riportò solamente qualche ferita e contusione. La macchina volante era ridotta a un rottame, ma ciò non guastò la felicità dei fratelli Wright per la storica impresa. Nel pomeriggio si recarono alla stazione meteorologica di Kitty Hawk per telegrafare a casa la notizia del successo e il loro prossimo ritorno.

Se volete approfondire l’era dei pionieri del volo potete farlo sfogliando le pagine del primo volume di Guerre e battaglie – Aerei nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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