70 anni fa: il 14 dicembre 1942 in Nordafrica le truppe tedesche comandate da Rommel sono costrette a ritirarsi da el-Agheila

Erwin RommelCosì tante battaglie della Seconda guerra mondiale sono state combattute con tale ferocia e inosservanza delle fondamentali regole d’umanità che molti sopravvissuti conservano solo memorie terribili della loro esperienza del tempo di guerra. La campagna in nord Africa, svoltasi fra il settembre 1940 e il maggio 1943, mantiene invece un inesauribile fascino per le generazioni del dopoguerra, e alcuni dei partecipanti sopravvissuti la ricordano con nostalgia. La campagna non ebbe costi minori in termini di vite umane e di materiali di molte altre; ma il rammarico per il prezzo è accompagnato da ricordi positivi di molti veterani. Ciò non vuole dire che i morti siano stati dimenticati ma che, nonostante tutto, esiste un legame quasi mistico anche fra vecchi nemici, fra veterani della campagna nel deserto. I loro ricordi sembrano possedere una qualità speciale non riscontrabile fra uomini che combatterono su altri fronti, e fra di essi venne raramente espresso un astio duraturo.
Questo fenomeno può essere spiegato da un certo numero di fattori. Innanzitutto gioca un ruolo importante l’aura di misticismo del deserto stesso. Il deserto era un campo di battaglia terribilmente inospitale: il terreno, arido e cocente di giorno, diventava un mondo altrettanto ostile e gelido di notte; le furiose tempeste i sabbia potevano completamente alterare il paesaggio nel giro di poche ore; le mosche, gli scorpioni e le vipere della sabbia, per non menzionare le ferite aperte, l’itterizia e la dissenteria, potevano rendere la vita un tormento. In questo ambiente impietoso i soldati di entrambe le parti patirono le stesse sofferenze, e questa esperienza li ha avvicinati.
In secondo luogo, vista l’inospitalità del territorio, popolazione di questa parte del mondo è a bassa densità; le perdite fra i civili furono piuttosto scarse e i combattimenti i soldati non dovettero affrontare l’inevitabile dilemma morale che sorge invece durante le operazioni di guerra in zone densamente abitate.
Sia gli uomini dell’Afrikakorps di Rommel che quelli dell’Ottava Armata britannica si sentivano parte di un’élite, ed entrambe le parti svilupparono uno spirito di corpo fortissimo, nato in parte dalla loro lunga esperienza in un ambiente isolato dove non si poteva in nessun modo contare sull’appoggio degli eserciti europei. Inoltre, salvo rarissime eccezioni, la guerra nel deserto fu combattuta “in modo pulito”, ed esistono innumerevoli racconti di atti umanitari di entrambe le parti. La campagna nel deserto fu quasi unica nella sua relativa assenza di atrocità. Ambedue le forze avversarie erano comandate da ufficiali del più alto calibro, uomini che avevano il più grande rispetto per le capacità del nemico – come del resto i singoli soldati. Sul tema della campagna in nord Africa sono stati pubblicati molti libri. Un ‘indagine su tutti gli aspetti delle battaglie, dei comandanti, dell’equipaggiamento, delle uniformi, delle mostrine, richiederebbe un gran numero di volumi. Questo libretto farà una sintesi per offrire al lettore una conoscenza fondamentale dell’Afrikakorps, la sua organizzazione, le uniformi e i distintivi. Per coloro che desiderano approfondire questo soggetto esistono numerosi libri specializzati; si consigliano: Uniforms, Organisation & History of the Afrikakorps, R.J. Bender e R.D. Law (Bender Publishing); Rommel, R.D. Law e C.W.H. Luther (Bender Publishing); e Rommel’s Army in Africa, Dal McGuirk (Century Hutchison Ltd.).

Se volete approfondire la struttura e l’organizzazione delle divisioni tedesche comandate dalla “Volpe del deserto” in Nord Africa durante la seconda guerra mondiale potete farlo sfogliando il 4° volume di Eserciti e battaglie Afrikakorps 1941-43 nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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