138 anni fa: il 30 novembre 1874 nasce a Woodstock, nella contea inglese dell’Oxfordshire, il politico, storico e giornalista britannico Winston Leonard Spencer Churchill

Winston ChurchillWinston Churchill (1874-1965) iniziò la carriera militare come ufficiale di cavalleria, a Cuba e poi in India, nel Sudan, e nella guerra anglo-boera. Tornato in patria, si schierò con i conservatori e fu eletto nel collegio di Oldham (1900), ma quando Joseph Chamberlain iniziò la campagna per una riforma delle tariffe doganali, Churchill si fece assertore del libero commercio, passando fra i liberali.
Eletto di nuovo nel 1906, come sottosegretario alle Colonie sostenne l’autogoverno del Sudafrica e la pacificazione con i Boeri; ministro del Commercio (1908-1910) e poi dell’Interno (1910-1911) con lord Asquith, promosse riforme senza precedenti (8 ore lavorative per i minatori, minimi salariali e sussidi ai disoccupati) e attaccò i Pari che gli negavano i mezzi per attuarle. L’impeto con cui vinse la battaglia per il Parliament Act del 1911, che conferiva ai comuni piena autorità in materia finanziaria, lo rese popolare.
Dopo l’incidente di Agadir (1911) fece destinare ingenti mezzi finanziari alla marina allarmato dalla crescente potenza navale tedesca. Allo scoppio della guerra si prodigò nella vana difesa di Anversa e sostenne la disastrosa spedizione dei Dardanelli: dovette cosi dimettersi dall’ammiragliato e dal governo. Fu ancora ministro delle Munizioni nel governo di coalizione guidato da Lloyd George.
Alla fine del conflitto, come ministro della Guerra e dell’Aviazione (1919-1921), sostenne l’intervento armato alleato nella Russia bolscevica e appoggiò gli eserciti bianchi nonostante l’ostilità di larghi settori dell’opinione pubblica. Ministro delle Colonie (1921-1922) appoggiò l’opera di Lloyd George per il riconoscimento dell’Irlanda e costituì il mandato inglese in Palestina. Nelle elezioni del 1922 Churchill fu sconfitto; tornò più tardi alla politica come «costituzionalista indipendente», con un programma antisocialista, riuscendo eletto nel 1924. Chiamato da Baldwin come cancelliere dello Scacchiere attuò una rigida politica economica deflazionistica adottando il Gold Standard, che suscitò tensioni nel mondo del lavoro e la proclamazione dello sciopero nazionale (maggio 1926), sul quale si innestò lo sciopero dei minatori protrattosi sino al novembre.
Churchill usò la mano pesante adottando anche provvedimenti legislativi contro le organizzazioni operaie (Trade Unions Act, 1927) e preparando così il ritorno al potere di J.R. MacDonald (1929). Le sue ferme convinzioni antibolsceviche lo portarono ad apprezzare l’opera di Mussolini che nel 1933 definì «il più grande legislatore vivente», capace di resistere al socialismo. Durante la guerra etiopica apparve preoccupato di non spingere Mussolini nelle braccia di Hitler, paventando piuttosto la minaccia nazista. Arrivato Chamberlain al governo (1937), le sue denunce si fecero più incisive ma rimasero inascoltate e ignorate. Considerò Monaco una resa delle democrazie. Caduto Chamberlain nel 1940, toccò a Churchill, avversario della politica di appeasement, formare il nuovo ministero. Nei mesi che seguirono alla resa della Francia, durante la «battaglia d’Inghilterra», Churchill guidò la resistenza britannica legandosi agli USA. Con Roosevelt firmò la carta atlantica (14 agosto 1941); fu l’ artefice della «grande alleanza» battendosi per la sua «strategia mediterranea» nell’intento di contendere al massimo l’espansione sovietica. Sconfitta la Germania, prima ancora che il Giappone deponesse le armi, il ministero di coalizione da lui guidato si sfasciò. Le elezioni del 1945 diedero una vittoria schiacciante ai laburisti. Divenuto leader dell’opposizione, Churchill nel discorso di Fulton denunciò la «cortina di ferro», dando il via alla «guerra fredda»; sostenne la necessità dell’unità europea, la formazione del consiglio d’Europa e partecipò alla prima riunione a Strasburgo (1949). Tornato al potere nell’ottobre 1951, procedette alla denazionalizzazione di alcune industrie dell’acciaio e delle ferrovie. Abbandonò definitivamente la scena politica nel 1955.

Se volete approfondire la biografia di Winston Churchill potete farlo sfogliando il 13° volume de La Storia – L’età dei totalitarismi e la seconda guerra mondiale nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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