101 anni fa: il 1° novembre 1911 gli italiani in Libia compiono il primo bombardamento aereo della storia

Giulio Gavotti su un biplano Farman, Roma 1910.

Nell’autunno del 1911 l’Italia dichiarò guerra alla Turchia per la conquista della Libia, che allora faceva parte del decadente impero ottomano. L’esercito italiano possedeva alcuni aerei stranieri, Blériot, Farman e Nieuport francesi e Taube tedeschi. Insieme alle forze italiane che si imbarcavano per le coste libiche, fu inviata una squadriglia formata, inizialmente, da nove aerei e undici piloti. Nella breve ma violenta guerra che ne seguì gli aerei si fecero onore, conducendo missioni di ricognizione, rilevamenti geografici sul deserto e lanciando volantini propagandistici in cui si prometteva una moneta d’oro e un sacco di frumento a chi si sarebbe arreso. Il primo novembre, il tenente Giulio Gavotti lanciò quattro granate dal suo Blériot su un accampamento militare turco nell’oasi di Taguira: fu il primo bombardamento aereo della storia. Nonostante avessero dovuto affrontare ben poca resistenza, al ritorno in patria gli aviatori furono acclamati come eroi.
Nel 1899 la Convenzione dell’Aia aveva bandito il bombardamento dalle mongolfiere, ma l’Italia sostenne che questo divieto non poteva essere esteso agli aerei.

Se volete approfondire le vicende coloniali italiane e la storia dell’impiego in guerra dei primi velivoli potete farlo sfogliando le pagine del libro Guerre e battaglie – Aerei nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

 

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