532 anni fa: il 17 ottobre 1480 nasce a Sabrosa l’esploratore e navigatore portoghese Fernão de Magalhães (nome italianizzato in Ferdinando Magellano)

Un ritratto anonimo di Ferdinando Magellano del 16° o 17° secolo (Collezione del Museo del Marinaio, Newport News, VA) Legenda: “Ferdinando [dus] Magellanus superatis antarctici Freti angustiis Clariss.” (Ferdinando Magellano, superasti i famosi e angusti stretti meridionali.)

Il navigatore portoghese Ferdinando Magellano (1480-1521) aveva fatto le sue prime esperienze in India e Indocina a partire dal 1505. Nel 1511 aveva partecipato all’assedio e alla presa di Malacca.
Da qui guidò una delle tre caravelle che si diressero verso le isole Molucche per cercarvi, con successo, spezie e informazioni. Magellano era convinto che la rotta più facile per le Molucche passasse non per il capo di Buona Speranza, ma per l’Atlantico e il Pacifico, sfruttando uno stretto la cui esistenza era ancora tutta da dimostrare. Studiò a lungo la praticabilità, quindi sottopose il suo progetto al re di Portogallo Emanuele I, che rifiutò di finanziare la spedizione. Nell’autunno del 1517 entrò al servizio della corona spagnola. La Spagna si assunse l’onere dei finanziamenti e fece preparare una flotta di 5 navi con un equipaggio di 265 uomini: essa partì da Sanlùcar de Barrameda il 20 settembre 1519. Il viaggio fu molto travagliato per le intemperanze dell’equipaggio (Magellano dovette reprimere duramente alcuni ammutinamenti). Finalmente il 31 dicembre 1519 le navi fecero scalo nella baia di Rio de Janeiro e proseguirono poi verso sud: il 21 ottobre 1520 venne avvistato lo stretto che Magellano battezzò “Todos los Santos”. Per attraversarlo occorsero 38 giorni, durante i quali si verificò una nuova rivolta e una delle navi se ne tornò in Spagna. Le navi superstiti si inoltrarono nell’oceano, che Magellano chiamo Pacifico, dapprima verso nord, poi nord-ovest, seguendo i venti favorevoli. Il 6 marzo 1521 furono avvistate le isole Guam e Rota, del gruppo delle Marianne, e in breve si giunse alle isole chiamate poi Filippine. Magellano fece sosta in una di esse, Cebu, dove strinse rapporti con la popolazione, iniziandone la conversione al cristianesimo. Si inserì poi nelle lotte tra i potentati locali, forse confidando troppo nelle proprie armi da fuoco; nel corso di uno scontro con gli abitanti della vicina isola di Mactan, fu ucciso con altri suoi compagni. Solo pochi superstiti riuscirono a rientrare in Spagna nel 1522.

Le conseguenze del viaggio di Magellano
Il lungo e drammatico viaggio di Ferdinando Magellano produsse grandi risultati sul piano scientifico: dimostrò inequivocabilmente la sfericità della Terra, chiarendo nello stesso tempo che il rapporto tra acque e terre emerse era di gran lunga favorevole alle prime, contrariamente a quanto si credeva; propose all’attenzione dei contemporanei il problema della linea di cambiamento di data, poiché si scoprì che durante la circumnavigazione la flotta aveva guadagnato un giorno, navigando sempre verso ovest; portò a una più esatta valutazione dell’estensione del Pacifico e, di conseguenza, delle dimensioni generali del globo. In questo modo fu dissipato anche ogni dubbio sulla natura continentale dell’America. I frutti furono meno importanti per chi aveva finanziato il viaggio: la Spagna. La rotta per le Molucche era stata trovata, ma le difficoltà per percorrerla si rivelarono tali che i guadagni, a confronto, sembravano decisamente irrisori. Nel 1529 l’imperatore Carlo V rinunciò a quelle isole, vendendole al Portogallo per 350.000 ducati d’oro.

Se volete approfondire l’epoca delle grandi scoperte geografiche e della prima circumnavigazione della Terra potete farlo sfogliando le pagine del 6° volume de La Storia – Dalla crisi del Trecento all’espansione europea nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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