45 anni fa: il 9 ottobre 1967 a La Higuera, in Bolivia, viene ucciso il rivoluzionario, guerrigliero, scrittore e medico argentino Ernesto Guevara de la Serna, più noto come Che Guevara

Argentino di nascita, Ernesto “Che” Guevara (1928-1967) partecipò giovanissimo a manifestazioni antiperoniste. Laureatosi in medicina a Buenos Aires (1953), abbandonò l’Argentina per insofferenza della dittatura e viaggiò a lungo in America meridionale e centrale.
Nel 1954 collaborò in Guatemala con il colonnello progressista Jacobo Arbenz e venne in contatto con i rivoluzionari latino-americani. L’anno dopo, in Messico conobbe i fratelli Fidel e Raul Castro, esiliati da Cuba, e ne divenne amico: con loro organizzò il gruppo di 82 uomini che il 2 dicembre 1956, sbarcato sulle coste cubane, iniziò dalla Sierra Maestra la guerriglia contro la dittatura di Batista.
Guevara, soprannominato “Che” dai compagni per il suo intercalare argentino, diede con Cienfuegos un apporto determinante alla liberazione dell’Avana. Ottenuta la cittadinanza cubana, Guevara fu nominato, nel momento delicatissimo della riorganizzazione interna e della crescente frizione con gli USA, direttore della Banca centrale (novembre 1959) e ministro dell’Economia e poi dell’Industria. Egli si impegnò per il superamento della monocultura zuccheriera, per la nazionalizzazione dei settori fondamentali e per la rapida industrializzazione del Paese. Importante fu inoltre il suo apporto alla trasformazione in senso marxista del movimento rivoluzionario e del regime cubano. Coerentemente con l’impegno internazionalista verso i Paesi sottosviluppati, Guevara lasciò Cuba per “lottare contro l’imperialismo dovunque si trovi”, come scrisse nella lettera di commiato a Fidel Castro. Le suggestioni del “guevarismo” segnarono la conferenza tricontinentale dell’Avana (gennaio 1966) e le sue filiazioni operative: l’Organizzazione di solidarietà dei popoli dell’Africa, Asia e America Latina (OSPAAAL) e l’Organizzazione latinoamericana di solidarietà (OLAS), propugnatrici di una strategia d’attacco che faceva perno, in opposizione anche ai partiti comunisti ufficiali, sui continenti contesi dal vecchio e dal nuovo colonialismo. E dal segretariato dell’OSPAAAL venne diffusa il 16 aprile 1967 la lettera-manifesto Crear dos, tres, muchos Vietnam!, trasmessa dal “Che” da una località sconosciuta.
In quel momento Guevara era in Bolivia; fu catturato in uno scontro con le forze regolari e ucciso il 9 ottobre dello stesso anno.

Se volete approfondire la vita avventurosa di Che Guevara potete farlo sfogliando il 14° volume de La Storia – Dalla guerra fredda alla dissoluzione dell’Urss nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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