830 anni fa: il 26 settembre 1182 nasce ad Assisi il religioso Francesco Giovanni di Pietro Bernardone

Francesco nacque ad Assisi nel 1182; al battesimo gli venne imposto il nome Giovanni a cui il padre, un ricco mercante di panni, appena rientrato dalla Francia, aggiunse poi quello di Francesco (forma antica per “francese”).
Le ricchezze paterne gli offrirono una giovinezza agiata e spensierata, durante la quale coltivò sogni di gloria imbevuti di ideali cavallereschi. Ventenne, partecipò ai conflitti tra Assisi e Perugia. Dopo essere stato preso prigioniero e rimasto in prigionia per circa un anno (1202-1203), e dopo una lunga malattia, mise in discussione il suo modo di vivere: a Spoleto, sulla strada per le Puglie dove intendeva recarsi per combattere al servizio del papa, fu fermato da un’altra malattia e da una visione, che gli prospettava glorie maggiori di quelle militari. Tornato ad Assisi, cambiò radicalmente vita, scegliendo il servizio dei lebbrosi e la povertà. Attraverso un lungo travaglio spirituale, condotto durante un biennio di vita solitaria, riconobbe nel Vangelo della missione degli Apostoli la sua vocazione. Attratti dalla grandissima povertà e dalla sua parola, il nobile Bernardo da Quintavalle, il dottore in legge Pietro Cattani e altri vollero imitarlo: trascorso un anno di vita in comune andarono a Roma, dove papa Innocenzo III approvò oralmente la Regola, che Francesco aveva redatto con brani evangelici. Nasceva così l’ordine dei frati minori, che rappresentava gli ideali essenziali e le fondamentali norme pratiche di vita che Francesco seguì e propose: la fraternità universale che si estende a tutta la natura, opera e immagine di Dio; la minorità intesa come servizio a tutti e scelta consapevole di convivenza con i più poveri e derelitti; la povertà assoluta (non solo individuale ma comunitaria). Tornato ad Assisi, fondò con santa Chiara il secondo ordine francescano, quello femminile delle clarisse. Al tempo della quinta crociata (1217-1221), si recò in Egitto (1219), dove fu accolto benevolmente dal sultano Melik-al-Kamil, e quindi visitò la Palestina. Ritornato in Italia nel 1220, lasciò la direzione dell’ordine a Pietro Cattani e poi a frate Elia, mentre egli preparò la Regula prima (1221) e poi dettò il testo definitivo della Regula secunda, che papa Onorio III approvò nel 1223. Continuando la sua intensa vita spirituale e di predicazione, diede una regola anche a coloro che volevano vivere nel mondo dei laici, fondando così il terz’ordine dei penitenti (1221). In seguito, sempre più stremato, dettò il suo Testamento e morì il 3 ottobre 1226. Sepolto nella chiesa di San Giorgio, fu canonizzato da papa Gregorio IX nel 1228. La Chiesa cattolica lo festeggia il 4 ottobre. Pio XII nel 1939 lo proclamò, con santa Caterina da Siena, patrono d’Italia.

Se volete approfondire la vita del Santo potete farlo sfogliando le pagine del 5° e del 6° volume de La Storia – Dalla crisi del Trecento all’espansione europea nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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