39 anni fa: il 23 settembre 1973 muore a Santiago il poeta e attivista cileno Pablo Neruda

Seguiteranno a viaggiare
tra gli astri oggetti metallici
con dentro uomini stanchi,
violenteranno la luna
aprendovi farmacie.

E’ il tempo dell’uva piena
e il vino comincia a vivere
tra le montagne e il mare.

In Cile ballano le ciliege,
cantano le ragazze brune,
l’acqua nelle chitarre luccica.

Il sole bacia ogni porta
e col grano fa miracoli.

Il primo vino è rosato,
dolce come un bimbo tenero;
il secondo vino è robusto
come voce di marinaio;
e il terzo vino è un topazio,
un papavero e un incendio.

La mia casa ha mare e terra,
la mia donna ha grandi occhi
color nocciola selvatica
quando si fa notte il mare
si veste di bianco e di verde,
e la luna tra le schiume
sogna come una sposa marina.

Non voglio cambiare pianeta.

Quella che avete appena letto è la poesia Il pigro di Pablo Neruda, tratta dallo Stravagario, una raccolta che l’autore pubblicò nel 1958. Se volete continuare a leggere le opere di quella che viene considerata una delle più importanti figure della letteratura latino-americana contemporanea e che ottenne il premio Nobel per la letteratura nel 1971 potete trovarle nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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