73 anni fa: il 31 agosto 1939 truppe tedesche, travestite con delle divise polacche, attaccano la stazione radiofonica di Gleiwitz. Hitler usa questo finto attentato come pretesto per la seconda guerra mondiale

“La nonna è morta”, questa parola d’ordine, pronunciata alle ore 20 del 31 agosto 1939 dal capo delle SD, Heydrich, diede il via alla Seconda Guerra Mondiale. Tutto era cominciato alcune settimane prima quando Hitler, ormai deciso ad attaccare la Polonia, aveva incaricato il comandante delle SS, Himmler, di organizzare un “incidente” capace di fornire all’esercito tedesco la scusa ufficiale in grado di giustificare di fronte al mondo l’intervento armato in territorio polacco. Himmler ne parlò con Heydrich e questi si assunse personalmente il compito di preparare un piano che prevedesse l’assalto di finti soldati polacchi alla stazione radio di Gleiwitz, a pochi chilometri dal confine.
L’operazione venne preparata nel più assoluto segreto. Alcune decine di uomini, quasi tutti membri delle SS, vennero inviati nella zona di Gleiwitz muniti di armi e divise in dotazione all’esercito polacco. Comandava il gruppo un giovane studente fuori corso di filosofia di nome Alfred Helmut Naujocks. Membro delle SS e collaboratore della Gestapo, la polizia segreta, Naujocks era un tipo spericolato, un avventuriero senza scrupoli, seguace fanatico della dottrina nazista. In seguito la Gestapo ricorrerà ancora a lui ogni volta che si avrà bisogno di creare “incidenti” analoghi. Naujocks fu, ad esempio, il protagonista delle provocazioni inscenate dai tedeschi nell’intento di giustificare davanti all’opinione pubblica le aggressioni contro il Belgio e l’Olanda.
Compito del commando nazista era di fingere un attacco alla stazione radio di Gleiwitz e quindi di leggere alla radio un messaggio in lingua polacca ovviamente ostile nei confronti della Germania.
Chiusi nei loro nascondigli, gli uomini di Naujocks attesero a lungo l’ordine di muoversi.
E l’ordine giunse alfine la sera del 31 con una telefonata personale dello stesso Heydrich. L’esecuzione del piano si svolse senza incidenti. I finti soldati polacchi attaccarono con le armi in pugno la stazione radio e, per rendere più realistica la loro azione, non esitarono a fare fuoco sul personale uccidendo alcuni cittadini tedeschi che, in perfetta buonafede, avevano cercato di difendersi dai “polacchi”. Conquistata la stazione, gli assalitori lessero ai microfoni il messaggio precedentemente preparato e quindi si allontanarono fingendo di dirigersi verso il confine.
Alcune ore dopo l”incidente”, le Forze Armate tedesche entravano in azione, mentre Hitler, da Berlino, poteva annunciare alla radio: “Questa notte truppe regolari polacchi hanno aperto il fuoco sul nostro territorio. Dalle 4,45 di oggi le nostre Forze Armate sono passate al contrattacco”.

Se volete potete approfondire i fatti che portarono all’invasione della Polonia da parte delle truppe naziste e alla conseguente immane tragedia globale consultando il primo volume della splendida enciclopedia di Arrigo Petacco La seconda guerra mondiale nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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2 risposte a 73 anni fa: il 31 agosto 1939 truppe tedesche, travestite con delle divise polacche, attaccano la stazione radiofonica di Gleiwitz. Hitler usa questo finto attentato come pretesto per la seconda guerra mondiale

  1. Donato Colangelo ha detto:

    Non immaginavo che questa finta avesse provocato dei morti tra le file tedesche, ma ora che ci penso è ovvio: la ‘prova’ che i polacchi avessero organizzato tutto non poteva non comprendere qualche povero innocente…

  2. anticafrontierabb ha detto:

    E ciò che accadde è ancora più drammatico e raccapricciante se consideri che, per rendere maggiormente credibile l’accaduto, furono prelevati prigionieri dai tratti slavi dai campi di concentramento, i quali, dopo essere stati vestiti con le uniformi polacche, sarebbero stati uccisi, lasciati sul posto come prova dell’aggressione polacca a beneficio dei fotografi e dei cronisti stranieri come prova dell’incursione polacca in territorio tedesco.
    Reinhard Heydrich, nelle istruzioni che recapitò ad Alfred Naujocks scrisse: «la prova tangibile degli attacchi polacchi è essenziale, tanto per la stampa straniera, che per la propaganda tedesca».
    Grazie per il tuo commento e se ti interessa l’argomento oggi c’è un altro post direttamente collegato a quello di ieri.

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