Viaggio in Francia – Scritti inediti di una bella vacanza di 5 anni fa (terza parte)

Lunedì 30 luglio 2007: oggi la sveglia si sveglia con noi e riusciamo ad aprire gli occhi senza traumi. Dopo la consueta ottima colazione lasciamo l’albergo alle 8,30 e ci mettiamo in marcia. Il percorso è un po’ monotono e non particolarmente veloce: solo due tratti autostradali (Lione-Mâcon e Bourges-St-Romain-sur-Cher) e per il resto statali col limite dei 90 km/h, in Francia rispettatissimo (anche per via dei frequenti radar). Arriviamo ad Amboise alle 14,30 e prima di cercare il villaggio di Chandon, che si trova a pochi km di distanza e dove pianteremo le tende per cinque giorni, ci fermiamo in un iper Leclerc per acquistare cibarie, bevande e un nuovo caricabatterie per la fotocamera digitale, avendo dimenticato il nostro nell’albergo di Lione. Verso le 16 raggiungiamo finalmente Chandon e dopo qualche giro a vuoto riusciamo a localizzare la casetta dei signori Dupont, i nostri ospiti. Ancor prima di parcheggiare l’auto notiamo un gattino bianconero che a grandi falcate, come se fosse rimasto lì ad aspettarci per ore, ci viene incontro, felice del nostro arrivo. I nostri giovani padroni di casa ci ricevono con molta cortesia e ci mostrano i caratteristici interni dell’abitazione in stile trogloditico, come ce ne sono tante in quell’area, utilizzate prevalentemente per la conservazione degli ottimi vini locali. Gli ambienti scavati nella morbida roccia calcarea sono due ed entrandoci rimaniamo colpiti dalla temperatura assai più fresca. Dopo aver visitato tutte le camere disposte su tre piani firmiamo il contratto di locazione e paghiamo i 300 euro preventivati, convintissimi di aver fatto davvero un ottimo affare, e prima di congedarsi consegniamo ai signori Dupont un piccolo presente della nostra città. E’ già pomeriggio inoltrato, per cui scarichiamo rapidamente i bagagli, salutiamo Zizou (è questo il nome che, per via dei suoi irresistibili dribbling con le mollette del bucato, abbiamo affibbiato al micio) e torniamo ad Amboise. Parcheggiamo proprio sotto gli alti muraglioni di cinta del magnifico castello e passeggiamo nella graziosa città vecchia, lungo la rue Nationale, sotto la Torre dell’Orologio e fra le bianche case medievali. Questo piccolo centro che ha meno di dodicimila abitanti è entrato nella Storia per due ragioni: per aver ospitato, fra il XV e il XVI secolo, alcuni Re di Francia, e perché lì concluse la sua esistenza terrena Leonardo da Vinci. A bordo di un trenino turistico passiamo proprio davanti al Clos-Lucé, la dimora dove il nostro genio del Rinascimento morì nel 1519, a 67 anni, e dove torneremo il giorno dopo per un doveroso omaggio. Le ultime energie le dedichiamo al fiume che sarà sempre il vero protagonista del nostro viaggio: camminando lungo la riva sinistra della Loira raggiungiamo il ponte Leclerc, da dove ammiriamo l’Isola d’Oro e l’inconfondibile prospettiva del castello.

Al ritorno una piacevole sopresa ci attende: i genitori dei nostri ospiti, che abitano in una casa di fianco alla nostra, ci danno il benvenuto con un cestino pieno di susine appena raccolte e con una bottiglia di Vovray, straordinario vino bianco della Turenna. Riconoscenti ringraziamo e decidiamo di impiegare i doni in una squisita cenetta con la quale concludiamo il nostro terzo giorno di viaggio nel migliore dei modi.

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