803 anni fa: il 22 luglio 1209, durante la crociata albigese, i crociati conquistano la città francese di Béziers e massacrano ventimila persone, sia i catari che i cattolici che si erano rifiutati di consegnarli.

La crociata contro i catari di Linguadoca – gli albigesi, così chiamati dalla città di Albi – e il IV concilio Lateranense avevano codificato linee e principi d’azione: definizione dei limiti istituzionali delle esperienze religiose innovative, violenza repressiva verso i dissenzienti, più preciso inquadramento dei fedeli.
La decisione di indire la crociata all’interno della cristianità fu presa nel 1208 a seguito dell’assassinio di un legato pontificio ad opera di armati del conte di Tolosa. Ma essa rispondeva a un disegno concepito anteriormente e a una logica repressiva progressivamente radicalizzatasi. L’idea di un’intrapresa massiccia e militare per estirpare l’eresia dove essa allignasse con particolare virulenza non è nuova, e troverà la sua definitiva sanzione con il canone Excommunicamus del concilio Lateranense del 1215. In Linguadoca le azioni armate iniziarono nel 1209 e si protrassero a vari intervalli per un ventennio. Furono stragi – come era logico aspettarsi in una guerra, per “santa” che fosse – delle quali le fonti non tacciono tutta la cruenta drammaticità. Non mancò il compiacimento per i positivi risultati che si stavano conseguendo. “La città di Béziers fu presa e poiché i nostri non guardarono né a dignità, né a sesso, né a età, quasi ventimila uomini morirono di spada. Fatta così una grandissima strage di uomini, la città fu saccheggiata e bruciata: in questo modo la colpì il mirabile castigo divino”: tale resoconto scrissero i legati pontifici Arnaldo e Milone per comunicare a Innocenzo III la conquista crociata di Béziers, e la lettera fu inserita nel registro ufficiale di cancelleria ad attestare l’importanza dell’avvenimento. La crociata divenne guerra di conquista dei baroni dell’Île-de-France, guidati da Simone di Montfort, e occasione per l’estensione del potere del re di Francia sul Mezzogiorno. La civiltà occitanica subì un grave colpo e non resse l’urto. Le Chiese catare di Linguadoca furono decapitate, i non molti perfetti sopravvissuti trovarono rifugio nell’esilio o nella clandestinità, né mai più furono ripristinate condizioni politiche e culturali che potessero favorirne una rinascita.

Se volete approfondire l’epoca buia e sanguinosa delle guerre di annientamento organizzate dalla Chiesa cattolica contro i cosiddetti eretici potete farlo sfogliando il 5° volume de La Storia – Dall’impero di Carlo Magno al Trecento nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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4 risposte a 803 anni fa: il 22 luglio 1209, durante la crociata albigese, i crociati conquistano la città francese di Béziers e massacrano ventimila persone, sia i catari che i cattolici che si erano rifiutati di consegnarli.

  1. E gli ultimi si rifugiarono a Montsegur, dove si racconta che andarono al rogo… cantando in coro.. Bravo Alberto la tua rubrica ‘accadde oggi’ è da perfetto almanacco di cantastorie (prendilo come un complimento!)

    • anticafrontierabb ha detto:

      Sì e senz’altro conoscerai questa canzone di Claude Marti:

      Daissatz-me contar l’istoria
      d’un sang begut per ma terra
      daissatz-me contiar l’istoria
      d’una volontat de fèrre
      d’una joventut passada
      d’una libertat volguda
      del vielh sòmi desperat
      d’una libertat perduda

      Cinc cents éretz a Montsegur
      sabent çò quel viure vòl dire
      Cinc cents éretz a Montsegur
      Segur i sètz darrièr l’azur
      Segur i sètz darrièr l’azur

      Vaqui l’ora de los corbasses
      per lo camins de Montferrier
      vaqui l’ora de los corbasses
      grand flume, negre poiridier
      del Papa la grand armada
      del Rei de França bandoliers
      de Dominique los porcasses
      Amen, amen, Dies Irae!

      Cinc cents éretz a Montsegur
      sabent çò quel viure vòl dire
      Cinc cents éretz a Montsegur
      Segur i sètz darrièr l’azur
      Segur i sètz darrièr l’azur

      Vaqui l’ora de la desfacha
      L’idea brutla sul lenhier
      Aqui l’alba de la victòria
      Menam vòstra luta avuèi
      Minoritas contra l’Emperi
      Indian de totas las colors
      Descolonizarem la terra
      Montsegur, te dreissas pertot!
      Cinc cents éretz a Montsegur
      sabent çò quel viure vòl dire
      Cinc cents éretz a Montsegur
      Segur i sètz darrièr l’azur
      Segur i sètz darrièr l’azur

      Traduzione italiana:

      Lasciatemi raccontare la storia
      Di un sangue bevuto dalla mia terra
      Lasciatemi raccontare la storia
      Di una volontà di ferro
      Di una gioventù passata
      Di una libertà voluta
      Del vecchio sogno disperato
      Di una libertà perduta.

      Cinquecento eravate a Montsegur
      Sapendo ciò che vuol dire vivere
      Cinquecento eravate a Montsegur
      Certo siete dietro l’azzurro
      Certo siete dietro l’azzurro

      Ecco l’ora dei corvi
      Sulla strada di Montferrier
      Ecco l’ora dei corvi
      Grande fiume, nero carnaio
      del Papa la grande armata
      del Re di Francia ribaldi
      di Domenico i porci
      Amen, amen, Dies Irae!

      Cinquecento eravate a Montsegur
      Sapendo ciò che vuol dire vivere
      Cinquecento eravate a Montsegur
      Certo siete dietro l’azzurro
      Certo siete dietro l’azzurro

      Ecco l’ora della disfatta
      L’idea brucia sul rogo
      Qui l’alba della vittoria
      Conduciamo la vostra lotta oggi
      Minoranza contro gli imperi
      Indiani di tutti i colori
      decolonizzeremo la terra
      Montségur, ti innalzi dappertutto!

      Cinquecento eravate a Montsegur
      Sapendo ciò che vuol dire vivere
      Cinquecento eravate a Montsegur
      Certo siete dietro l’azzurro
      Certo siete dietro l’azzurro

      Grazie per il complimento, come sempre.

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