68 anni fa: il 6 giugno 1944 (il D-Day) l’Operazione Overlord dà il via alla Battaglia di Normandia

La prima ondata d’assalto, formata da 1450 uomini in otto compagnie di fanteria e dalle squadre di addetti all’apertura dei varchi, cominciò gli sbarchi alle 06:31. C’erano sei mezzi da sbarco per ogni compagnia e ogni LCVP (Landing Craft, Vehicle, Personnel, mezzo americano per lo sbarco di truppe e veicoli) e LCA (Landing Craft Assault, mezzo britannico per lo sbarco da assalto) di solito trasportava trentun uomini più un ufficiale. Pochi LCVP sbarcarono sulla spiaggia: la maggior parte si arenò su banchi di sabbia a 50-100 metri dalla riva. Quando le rampe vennero abbassate i mezzi da sbarco furono sottoposti al fuoco di mitragliatrici e cannoni. Alcuni GI (i soldati americani, da Government Issue, articolo governativo) dovettero fare tutto il percorso con l’acqua fino alla gola e sotto un fuoco selvaggio. Alle truppe dell’ondata d’assalto era stato fornito un equipaggiamento più ricco di quello consegnato solitamente alla fanteria; comprendeva, per esempio, cariche esplosive e rifornimenti. Questo materiale complicava ulteriormente il passaggio attraverso la risacca. Esausti e con il mal di mare, i sopravvissuti guadagnarono la riva e non trovarono protezione. I previsti crateri delle bombe non c’erano e l’unica protezione sicura, i ciottoli e il frangiflutti, richiedeva una corsa di 200 metri per essere raggiunta. Molti soldati semplicemente crollarono a terra o cercarono rifugio dietro i vari ostacoli sulla spiaggia.
Le condizioni della battaglia variavano da un settore all’altro. La Compagnia G, 116° RCT, sbarcata a ovest del canalone D-3 Les Moulins, non dovette affrontare un fuoco molto intenso, poiché il fumo di sterpaglie in fiamme a causa del bombardamento navale, oscurava l’area dello sbarco. Anche parte della Compagnia F, approdata proprio di fronte al canalone D-3 Les Moulins, fu protetta dal fumo, ma le tre sezioni all’estremo lato est erano scoperte e persero la metà dei loro uomini prima di raggiungere la protezione dei ciottoli. La Compagnia A, il 116° RCT, e la Compagnia C, 2° Ranger, sbarcati più a ovest su Dog Green, di fronte al canalone D-1 Vierville, vennero massacrati da un fuoco molto intenso. Non c’era solo una concentrazione di fortificazioni nel canalone stesso, ma anche il fuoco d’infilata dai capisaldi WN72 e WN73 situati sul promontorio Pointe et Raz de la Percée sul loro fianco destro. Il primo mezzo di sbarco della Compagnia A si arenò a circa 1000 metri dalla spiaggia in acque profonde e pochi uomini riuscirono a raggiungere la riva. Un LCA fu colpito da quattro colpi di mortaio in rapida successione e fu disintegrato. Tutti gli occupanti dell’LCA del comandante della compagnia furono uccisi. Nel giro di pochi minuti, la maggior parte degli ufficiali e dei sottufficiali erano morti o feriti; la Compagnia A, 116° Fanteria, perse i due terzi dei suoi uomini. Il 1° Battaglione del 116° Reggimento fanteria perse tre dei suoi quattro comandanti e sedici ufficiali subordinati prima di raggiungere la riva. Senza capi e sotto un fuoco concentrato, i sopravvissuti si strinsero attorno a qualsiasi protezione disponibile, soprattutto gli ostacoli sulla spiaggia. Una compagnia del 2° Ranger perse trentacinque dei suoi sessantaquattro uomini prima di raggiungere la base della scogliera all’estremità est della spiaggia. (Il massacro a cui si assiste nella scena iniziale del film ‘Salvate il soldato Ryan’ descrive proprio questa situazione).

Se volete rivivere i momenti di una delle più importanti battaglie della Seconda Guerra Mondiale e della più grande invasione anfibia della Storia potete farlo sfogliando i bei libri della Osprey Publishing D-DAY-I Gli sbarchi di Omaha, D-DAY-III Gli sbarchi di Sword e gli assalti aerei britannici, D-DAY-IV Gli sbarchi di Gold e Juno nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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