272 anni fa: il 31 maggio 1740 Federico II Hohenzollern è incoronato re di Prussia, dopo la morte del padre Federico Guglielmo I

Federico II il Grande (1712-1786) mostrò fin dagli anni della giovinezza una straordinaria predilezione per la cultura francese. Nel castello di Sans-Souci, la residenza che si era fatto costruire nei pressi di Potsdam (1745-1747), riunì un circolo di letterati, scienziati e artisti; vi fecero parte illustri ospiti francesi, fra cui Voltaire, dal 1750 al 1753 e Maupertuis, primo presidente della rinata Accademia delle scienze di Berlino.
In lingua francese Federico scrisse componimenti letterari e filosofici, opere militari e politiche: pur non possedendo un particolare interesse letterario, vanno ricordati fra i suoi lavori innanzitutto due scritti politici, le Considérations su l’état présent du corps politique de l’Europe (1738) e lo scritto noto come Antimachiavel (ossia, significativamente, l'”anti-Machiavelli”), pubblicato anonimo nel 1740, in cui Federico II tracciò il suo ideale di sovrano inteso nel suo ruolo di primo servitore dello Stato, che assicura l’ordine interno e rafforza la monarchia perseguendo il benessere generale. Inoltre bisogna menzionare i Mémoires pour servir à l’histoire de la maison de Brandebourg (1751), la Histoire de mon temps, scritta nel 1746 e rimaneggiata dopo la guerra dei Sette anni, i due testamenti politici, del 1752 e del 1768, e la corrispondenza.
Alla musica diede un posto di considerevole rilievo: nel 1742 fu inaugurato il nuovo teatro d’opera in Berlino; Federico II stesso stese molti componimenti musicali, tenendo a modello la musica francese e italiana, fra cui 121 sonate per flauto e cembalo, 4 concerti per flauto e archi,, pezzi d’opera. L’ammirazione per la cultura francese gli impedì di apprezzare la letteratura in lingua tedesca che si andava sviluppando in quegli anni e che Federico II giudicò, nel saggio De la littérature allemande (1780), ancora a un livello arretrato; arrivò addirittura a disprezzare i poeti tedeschi del suo tempo, Lessing, Herder, Winckelmann, Wieland e rifiutò il Götz di Goethe. Influì tuttavia sulla rivitalizzazione della vita culturale berlinese e contribuì in maniera indiretta, soprattutto per il suo comportamento nella guerra dei Sette anni, a dare un ideale eroico alla nuova letteratura tedesca.

Se volete approfondire la vita di Federico il Grande potete farlo sfogliando il 9° volume de La Storia – Il Settecento: l’età dei lumi nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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