92 anni fa: il 18 maggio 1920 nasce a Wadowice Karol Józef Wojtyła, 264° papa della Chiesa Cattolica con il nome di Giovanni Paolo II

Dopo la scomparsa di Paolo VI e il brevissimo pontificato di Giovanni Paolo I (Albino Luciani), che muore dopo soltanto 33 giorni di governo della chiesa, nel 1978 ascende al soglio papale un vescovo polacco, Karol Wojtyla, che assume il nome di Giovanni Paolo II, quasi a voler significare un proposito di forte continuità con i pontificati precedenti, sebbene egli sia il primo pontefice non italiano dai tempi di Adriano VI (1522-1523).
Il nuovo papa si trova di fronte alle sfide imposte al cattolicesimo da una società mondiale radicalmente secolarizzata, dal rapporto con “i fratelli separati” delle altre confessioni cristiane e con le altre religioni di massa. Wojtyla intende farvi fronte seguendo le orme di Paolo VI e Giovanni XXIII nel senso di servire “l’uomo in quanto tale e non solo i cattolici”. Il pontificato di Giovanni Paolo II si caratterizza così per la frequenza di grandi viaggi apostolici in ogni parte della terra, segno di una militanza cristiana tesa a rafforzare l’immagine e la presenza del cattolicesimo nel mondo contemporaneo, spesso con forme di intervento diretto nelle questioni di politica internazionale. Di particolare rilievo appare inoltre il ruolo svolto dal papa polacco e dalla diplomazia vaticana nel processo di democratizzazione dell’Europa orientale e nell’evoluzione storica culminata nella caduta del Muro di Berlino (1989).
Ma la fine del “comunismo ateo” non esaurisce la missione storica che Giovanni Paolo II si prefigge. La conclusione della guerra fredda lo spinge anzi a rilanciare il tema della pace insieme a quello del superamento dell’ingiustizia sociale, come altrettanti banchi di prova per una reale dimostrazione della superiorità del modello occidentale. Nei primi anni Novanta sono numerosi gli appelli del papa per la soluzione pacifica dei conflitti, in occasione della guerra del Golfo e del conflitto balcanico.
La decisa riaffermazione del protagonismo papale produce anche – in contrasto con lo spirito più innovativo del Vaticano II – un ritorno alla tradizione accentratrice della Curia romana e a una decisa riconferma delle prerogative del pontefice. A queste scelte si accompagnano l’impulso conferito al tradizionale culto mariano e la diffidenza verso la ricerca teologica e l’eccessiva libertà dottrinale. La denuncia dell’ateismo e del laicismo incoraggia i movimenti – anche quelli di segno integralista – ritenuti più vicini alla massa dei fedeli. In materia di libertà sessuale e di controllo demografico (col rifiuto di qualunque forma di prevenzione e interruzione artificiale delle nascite) la chiesa si attesta su posizioni di chiusura talvolta in stridente contrasto – in particolare nei paesi più poveri – con la difficile realtà sociale di questa fine di secolo.

Se volete approfondire la vita di papa Giovanni Paolo II potete farlo sfogliando il libro Storia illustrata del 20° secolo prelevandolo dalla biblioteca dell’Antica Frontiera.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in 20° secolo e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...