71 anni fa: il 17 maggio 1941 il Duca Amedeo d’Aosta dopo eroica resistenza durata un mese sull’Amba Alagi contro preponderanti forze nemiche inglesi ed abissine si arrende e riceve l’onore delle armi

Amedeo d’Aosta avrebbe potuto lasciare l’Amba con un aereo, quando ancora gli inglesi non si erano infiltrati profondamente, ma rifiutò sdegnosamente quel privilegio. Il 15 maggio una scheggia lo colpì all’avambraccio sinistro: volle che non se ne dicesse nulla. Già dal giorno precedente Mussolini l’aveva autorizzato alla resa, e il Duca aveva designato come negoziatore il generale Volpini, che gli era sempre stato accanto negli ultimi anni, “la persona alla quale volevo più bene dopo mio padre”. Ma il generale fu massacrato con la sua scorta dai ribelli etiopici, che premevano tutt’attorno al ridotto, smaniosi di vendette. Alle 12 del 17 maggio le condizioni di resa furono finalmente pattuite dai generali Trezzani e Cordero di Montezemolo per parte italiana, dal colonnello Dudley Russel per parte inglese.

Se volete approfondire le vicende che portarono alla fine della presenza coloniale italiana in Africa potete farlo sfogliando il libro di Montanelli-Cervi Storia d’Italia – L’Italia del Novecento prelevandolo dalla biblioteca dell’Antica Frontiera.

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