70 anni fa: il 12 maggio 1942, nell’Ucraina orientale, l’Armata Rossa inizia la sua prima grossa offensiva della guerra. Durante la battaglia i sovietici riprenderanno la città di Kharkov all’esercito tedesco

Il piano tedesco prevedeva l’attacco per il 18 maggio. Timoscenko lo precedette.
Il 12 maggio, il maresciallo sovietico attaccò alla testa di forze che nessuno avrebbe immaginato così considerevoli, con una manovra a tenaglia la 6a armata del generale Paulus. Il braccio nord della tenaglia, avanzante dal settore di Volciansk, era formato dalla 28a armata sovietica comprendente sedici divisioni di fucilieri e di cavalleria, tre brigate corazzate e due brigate motorizzate autonome. Una massa soverchiante a confronto dei due corpi tedeschi, il XVII corpo d’armata del generale Hollidt e il LI del generale von Seydlitz-Kurzbach, comprendenti in tutto sei divisioni.
Il braccio sud, proveniente dal saliente di Isjum, era ancora più possente. L’VIII corpo d’armata tedesco del generale d’artiglieria Heitz e il VI corpo d’armata romeno vennero investiti da due armate sovietiche, la 6a e la 57a che comprendevano ventisei divisioni di fanteria e diciotto di cavalleria nonché quattordici brigate corazzate. La mezza dozzina di divisioni di fanteria tedesche e romene, per di più totalmente sprovviste di carri armati, si trovarono improvvisamente di fronte un nemico molte volte superiore e munito di poderose formazioni corazzate.
Non vi fu alcuna possibilità di assorbire l’urto russo nei centri di gravità. Le linee tedesche vennero semplicemente scavalcate. Numerosi capisaldi tedeschi, peraltro, tennero duro alle spalle del nemico, come era già accaduto durante la battaglia d’inverno.
Il generale Paulus scaraventò tutte le unità della 6a armata a portata di mano contro l’impetuosa e travolgente corrente dei russi. A venti chilometri soltanto da Karkov, i tedeschi riuscirono, veramente all’ultimo istante, a fermare il braccio nord della tenaglia di Timoscenko, attaccandolo ai fianchi con la 3a e 23a divisione corazzata e la 71a divisione di fanteria, fatte affluire in tutta fretta.
Non fu possibile, invece, fermare il troppo possente braccio sud della tenaglia, che avanzava dal saliente di Isjum, talché si profilava una catastrofe. I russi dilagarono verso occidente, e alcune formazioni di cavalleria sovietiche si avvicinarono il 16 maggio alla città di Poltava, quartier generale del feldmaresciallo von Bock, oltre cento chilometri alle spalle di Karkov. La situazione cominciava a farsi drammatica. Bock dovette affrontare un difficile dilemma.
Tra due giorni avrebbe dovuto cominciare l'”operazione Fridericus”. Ma l’offensiva russa aveva modificato totalmente la situazione. La 6a armata del generale Paulus era inchiodata sul posto e doveva difendersi a oltranza, per cui non era in grado di formare il gruppo attaccante a nord. Così, la manovra a tenaglia andava a farsi benedire.
Bisognava rinunciare a tutto il piano? O conveniva portare a termine l'”operazione Fridericus” con un braccio solo? Il capo di stato maggiore di von Bock, generale di fanteria von Sodenstern, premeva sull’esitante feldmaresciallo perché scegliesse la soluzione del “braccio unico”, peraltro molto rischiosa a causa delle forze di cui disponeva il nemico. A favore della soluzione, invece, militava il fatto che Timoscenko allungava pericolosamente il suo fianco con la progressiva avanzata verso occidente.
Era la buona occasione che ci voleva, e il feldmaresciallo decise di approfittarne e diede ordine di effettuare l'”operazione Fridericus” con un solo “braccio”. Per togliere ai russi ogni possibilità di proteggere il loro fianco allungato, von Bock decise addirittura di sferrare l’attacco con un giorno di anticipo su quello previsto dal piano.
Così, il gruppo armate von Kleist entrò in azione il 17 maggio nel settore a sud di Isjum con elementi della 1a armata corazzata e con la 17a armata, in tutto otto divisioni di fanteria, due divisioni corazzate e una divisione di fanteria motorizzata. Alcune divisioni romene proteggevano l’ala sinistra delle forze attaccanti.

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