493 anni fa: il 2 maggio 1519 muore ad Amboise il pittore, ingegnere e scienziato italiano Leonardo da Vinci

Il nome di Leonardo da Vinci evoca nella percezione comune l’immagine del genio; egli visse in un’epoca in cui (nonostante l’invenzione della stampa, la scoperta del “nuovo mondo”, la “Rinascita” delle arti, “l’uomo al centro dell’universo”) il contrasto tra le sue aspirazioni e l’inadeguatezza di mezzi e strumenti a sua disposizione mettono oggi a nudo tutta la sua umanità e la sua unicità. Cesare Luporini (La mente di Leonardo, 1953) espone il divario in questo modo: “I problemi che egli investiva e intorno a cui si affaticò – la natura, la scienza e il suo metodo, l’esperimento, la macchina, il lavoro, l’utilità a pro’ di tutti gli uomini, il carattere conoscitivo e realistico dell’arte, il rapporto tra arte e scienza – rispetto al suo tempo sono problemi carichi di avvenire, e fra quelli che saranno poi decisivi nella formazione del mondo moderno”. Leonardo ha precorso i tempi.
Giorgio Vasari, il biografo aretino autore delle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori et architettori, ci ha consegnato l’immagine di un uomo in cui la genialità si coniugava con la bellezza, la grazia e la forza: quante virtù in un corpo solo! Salvo aggiungere subito dopo: “Perciocchè egli si mise a imparare molte cose; e incominciate, poi l’abbandonava. Ecco, nell’abbaco, egli in pochi mesi ch’e’ v’attese, fece tanto acquisto, che movendo di continuo dubbj e difficultà al maestro che gl’insegnava, bene spesso lo confondeva. Dette alquanto d’opera alla musica; ma tosto si risolvè a imparare a suonare la lira, come quello che dalla natura aveva spirito elevatissimo e pieno di leggiadria, onde sopra quella cantò divinamente all’improvviso”. Studi recenti hanno inoltre dimostrato un fatto curioso: l’artista non sapeva far di conto, non era cioè in grado di risolvere le più elementari operazioni matematiche; inoltre non poteva leggere testi greci ed è altamente probabile che leggesse i testi latini con l’ausilio di qualche amico dotto. Eppure la grande curiosità di quest’uomo, la sua straordinaria capacità d’analisi visiva dei fenomeni naturali, trasposta con l’ausilio del disegno in rappresentazione figurata, sembra da ultimo essere una delle sue qualità “geniali” e ciò che ci conduce verso l’idea portante di questo saggio: la sua pittura.

Se volete approfondire vita e opere di Leonardo potete continuare a leggere il volume a lui dedicato de I classici dell’arte nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

Se invece volete restare abbagliati dalla bellezza dell’Annunciazione – il dipinto riprodotto nell’immagine in alto a sinistra – potete raggiungere gli Uffizi, che sono a poco più di un’ora di auto dal b&b: sarà un’esperienza indimenticabile!

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