184 anni fa: il 16 aprile 1828 muore a Bordeaux il pittore e incisore spagnolo Francisco Goya

Nella sera della tenuta di Arenas de San Pedro, presso Avila, dove Don Luis trascorse gli ultimi anni della sua vita con la moglie e i figli, un legame di familiarità e di confidenza lega al principe le ancelle, il cisisbeo o il fattore, chiamati intorno al tavolo dove si gioca a carte e ammessi a comparire nel ritratto che diventa il ritratto di una riunione privata, intima, senza formalità, di una piccola corte di campagna dove i ranghi non hanno nulla della rigidità cortigiana. Goya era stato chiamato ad Arenas de San Pedro alla metà di agosto del 1783 dove trascorse un mese entrando in confidenza con i membri della famiglia, andando a caccia con il principe, e facendosi ben volere da tutti se è vero – come egli scrive in una lettera all’amico Zapater del 20 settembre 1783, appena tornato a Madrid – che non lo si voleva più lasciar partire e che al momento di andarsene aveva dovuto promettere che sarebbe tornato almeno una volta all’anno. Invece non vi tornò, e non incontrò più Don Luis che morì due anni dopo.
Nel quadro regna il silenzio greve e notturno della campagna, la fiamma della candela brucia indisturbata nell’aria ferma, senza un alito di vento: a sinistra le cameriere entrano con la veste da notte e il portagioie per la signora che, al centro della composizione, regina per una sera sul suo trono di campagna, si lascia sciogliere i lunghi capelli guardando con un velo d’ansia e di tristezza lo spettatore. Don Luis siede al tavolo e posa le carte sul piano di velluto verde, con un gesto rallentato e simbolico: le carte sono emblema di fatalità.

Se volete approfondire vita e opere di Francisco Goya potete continuare a leggere il volume a lui dedicato de I classici dell’arte nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

Se invece volete ammirare di persona il quadro La famiglia dell’Infante Don Luis di Borbone – le opere di Goya presenti in Italia sono soltanto due – potete raggiungere la Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo (PR), che si trova a poco meno di due ore di auto dal b&b: sarà un’esperienza memorabile!

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