170 anni fa: il 23 marzo 1842 muore Stendhal, scrittore e reporter di viaggio francese, altro grande appassionato del nostro Paese

La piccola città di Verrières può passare per una delle più graziose della Franca Contea. Le sue case bianche, dai tetti aguzzi di tegole rosse, si stendono sul pendio di una collina, le cui minime sinuosità son poste in evidenza da macchie di robusti castagni. Qualche centinaio di piedi sotto le sue fortificazioni, costruite un tempo dagli Spagnoli ed ora in rovina, scorre il Doubs.
Sul lato nord la città è protetta da un’alta montagna, una delle diramazioni del Giura. Le cime frastagliate del Verra si coprono di neve fin dai primi freddi d’ottobre. Un torrente, che si precipita giù dalla montagna, attraversa Verrières prima di gettarsi nel Doubs e mette in movimento un gran numero di segherie: si tratta di un’industria semplicissima, che procura un certo benessere alla maggior parte degli abitanti, gente campagnola più che borghese. Non è questa tuttavia la fonte di maggior ricchezza per la piccola città. Se, dopo la caduta di Napoleone, l’agiatezza generale ha permesso che fossero rifatte a nuovo le facciate di quasi tutte le case di Verrières, ciò è dovuto alla fabbrica di tela indiana, detta tela Mulhouse.
Appena entrati in città, si rimane storditi dal fracasso di una gran macchina d’aspetto pauroso. Venti pesanti martelli son sollevati da una ruota, mossa dall’acqua del torrente, e ricadono giù con un rumore che fa tremare il selciato. Ogni martello fabbrica quotidianamente non so quante migliaia di chiodi. Delle ragazze fresche e graziose presentano ai colpi di questi martelli i pezzettini di ferro, che vengono rapidamente trasformati in chiodi. Tale lavoro, di aspetto così rude, è un di quelli che più sorprendono il viaggiatore, quando per la prima volta penetri fra le montagne che separano la Francia dalla Svizzera. Se, entrando a Verrières, egli domanderà a chi appartenga quella bella fabbrica di chiodi, che assorda i passanti della via principale, si sentirà rispondere con accento strascicato: Eh, al signor sindaco! – Se poi si fermerà qualche istante in quella stessa grande via, che dalla riva del Doubs sale verso la vetta della collina, c’è da scommettere che gli capiterà di veder apparire un uomo di alta statura, dall’aria affaccendata e importante, il sindaco in persona.

Questo è l’incipit del capolavoro di Stendhal Il rosso e il nero. Se volete continuare a leggerlo potete trovarlo nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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