67 anni fa: il 18 marzo 1945 1.250 bombardieri statunitensi attaccano Berlino

ImmagineAlle latitudini settentrionali si fa giorno presto. Già alle 3,45, mentre i bombardieri si allontanavano dalla città, apparvero da oriente i primi raggi di luce. Nella quiete del mattino, grandi colonne di fumo nero incombevano sui quartieri di Pankow, Weissensee e Lichtenberg. Era difficile distinguere, fra le nubi basse, i primi barlumi del giorno dai riflessi degli incendi che divampavano nella città sconvolta dalle bombe.

Mentre il fumo dileguava lentamente attraverso le macerie, la città più bombardata della Germania appariva in tutto il suo macabro splendore. Annerita dalla fuliggine, costellata da migliaia di crateri, tutto un groviglio di travature contorte degli edifici crollati. Interi caseggiati erano distrutti e nel cuore stesso della capitale interi isolati erano spariti. In questa desolazione, quelle che un tempo erano state ampie strade erano ora sentieri accidentati che si snodavano fra cumuli di macerie. Dovunque, per chilometri e chilometri, case sventrate, senza finestre, senza tetto, si levavano contro il cielo.

Questo è l’incipit dello splendido libro di Cornelius Ryan L’ultima Battaglia – La fine del Terzo Reich e la caduta di Berlino. Se volete continuare a leggerlo potete trovarlo nella biblioteca dell’Antica Frontiera.

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